La ristorazione delivery conquista Salerno: alcuni indirizzi da non perdere

Il delivery da tendenza innovativa e quasi snobbata, relegata ad un ruolo secondario, quasi una “sorella minore” della ristorazione al tavolo, si sta affermando come un’ arma di sopravvivenza fondamentale per vaste fette di questo comparto letteralmente devastato dalla crisi. Anche in Campania, e di riflesso, nel salernitano, il secondo lockdown ha portato con sè un notevole ricorso a questa tecnica, già consolidata presso le pizzerie ormai da anni nel nostro comprensorio. Anche locali di tradizione, con un’identità consolidata, che difficilmente si sarebbero orientati verso questa tendenza, hanno però scelto di convertirsi, o meglio, di adattarsi, a ciò che il mercato impone: unica alternativa sarebbe stata la chiusura. Per fortuna, a favorire gli esercenti c’è, almeno in questa prima fase di lockdown novembrino, l’assenza di limitazioni all’asporto ed alla consegna a domicilio, anche in zona rossa.

NON SOLO PIZZE: ALCUNI INDIRIZZI DA NON PERDERE, TRA TRADIZIONE E INNOVAZIONE (in costante aggiornamento…)
A Salerno città, come in provincia ed anche in Campania in generale c’è davvero l’imbarazzo della scelta: durante questa fase come Ora di Cronache proveremo ad attenzionare, per quanto possibile, anche queste realtà, sia valorizzando il lavoro di chef, pasticcieri e ristoratori che abbiamo già avuto modo di conoscere ed apprezzare umanamente e professionalmente, sia scoprendo, magari, nuovi indirizzi che in questa fase troveranno un nuovo modo di esprimersi dinnanzi ad una clientela sempre più esigente. E, in effetti, scorrendo i menù dal web, non è più un eccezione trovare portate che vadano ben oltre una “semplice” pizza, per le quali si ha la possibilità di consumarle comodamente sul divano di casa.

Per gli amanti del cruditè, ad esempio, impossibile lasciarsi sfuggire la “better call” del “Pacchero”, sito nel cuore della city, alle spalle della Banca d’Italia. Non sono la chiusura forzata del locale e del dehors on the road a fermare la verve dello chef Claudio Russo, che continua a deliziare un pubblico composto in larga parte da giovani con il pallino per una cucina radicata nella tradizione ma con qualche guizzo gourmet: parmigiana di melanzane, arancini cozze e pecorino e il classico fritto di mare si accompagnano – sulla base, ovviamente, delle disponibilità giornaliere – a ostriche (le bretono-irlandesi Marie Morganes), tartàre di salmone con maionese alla colatura di alici ed insalatina di aceto, e di tonno, con misticanza biologica e senape, solo per citare alcuni tra i piatti più emblematici.

Per gli amanti della cucina tradizionale salernitana, invece, si potrà scegliere di passare, in Piazza Portanova, al “Tegamino”, la “gastronomia mediterranea” gestita con premura da Fiorella Baldi ed Antonio Ferro. Davvero ricco il menù da asporto, sia a pranzo che a cena, con primi piatti e secondi della tradizione che variano a seconda delle disponibilità di giornata, contorni di stagione – due must il mallone e la ciambotta – e panini conditi con farciture tradizionali ed ispirate al meglio della dieta mediterranea, impreziositi dal “caciobab”, il caciocavallo podolico impiccato di Sassano a rievocare il gusto delle tanto agognate sagre il cui destino è stato messo a dura prova dal Covid.

E se, con il palato, non ci si vuole spingere fin nel Vallo di Diano ma ci si voglia fermare negli Alburni, anche lo storico ristorante “O’Scuorzo” del mitico don Giuseppe Rosolia, da cinquantaquattro anni in via Parmenide, locale ufficiale della Salernitana di Aliberti negli anni ruggenti della serie A, continua dopo il restyling della scorsa estate a deliziare gli appassionati cittadini di piatti dal gusto decisamente casereccio. Direttamente dalla macelleria di famiglia di Sicignano, infatti, continuano ad arrivare la salsiccia pezzentella, le braciole e le cotiche di maiale, che compongono un impegnativo ma impagabile misto di carne al ragù, un vero must soprattutto se abbinato alle patate con i peperoni cruschi che aprono il sipario sul gusto arcaico della Lucania e della Calabria. Non manca poi una vasta scelta di paste fresche, rigorosamente fatte in casa. Un esempio? I paccheri ripieni con ricotta e scamorza del Vallo di Diano, con salsiccia degli Alburni, noce moscata e fiori di basilico. Per un panino “sui generis” ad essere particolarmente fortunati sono invece i residenti nel comune di Fisciano, ed in particolare nella frazione di Lancusi, dove da qualche settimana è attivo “Street&Route”, che effettua anche consegne a domicilio. L’apparenza a volte inganna e sotto le mentite spoglie di quella che potrebbe sembrare una comune paninoteca si scopre invece un approfondito lavoro di ricerca e soprattutto di accostamento di sapori, che difficilmente trovano spazio in buona parte dei pub sparsi lungo il territorio provinciale. Ancora un esempio? Lo “Snob”: pane ai cereali, marmellata di cipolle e peperoni, rucola, salsiccia a crudo marinata con aglio, olio e peperoncino, cubetti di patate al burro ed uovo grattugiato marinato con sale, zucchero e spezie. Ben più articolato di un classico panino da pub, ma con una sua logica ed anche un suo perchè.

Andrea Bignardi

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