Un francobollo per ricordare Nicola Giacumbi

Nicola Giacumbi, Girolamo Minervini, Guido Galli, Gaetano Costa: Poste Italiane comunica l’emissione, da parte del Ministero dello Sviluppo Economico, di quattro francobolli appartenenti alla serie tematica “il Senso civico” dedicati a questi quattro magistrati assassinati dal terrorismo (Giacumbi, Minervini e Galli) e dalla mafia (Costa), 40 anni fa. L’annullo primo giorno di emissione sarà disponibile presso lo Spazio Filatelia Roma. I francobolli e i prodotti filatelici correlati, cartoline, tessere e bollettini illustrativi saranno disponibili presso gli Uffici Postali con sportello filatelico, gli “Spazio Filatelia” di Firenze, Genova, Milano, Napoli, Roma, Roma 1, Torino, Trieste, Venezia, Verona e sul sito poste.it.

Storie di coraggio

Le loro storie sono contenute nel libro “Ritratti del coraggio. Lo Stato italiano e i suoi magistrati”, scritto dal magistrato Stefano Amore. Nicola Giacumbi, procuratore presso il Tribunale di Salerno, venne assassinato da una colonna delle Brigate Rosse il 16 marzo 1980, davanti all’ingresso della sua abitazione mentre rientrava dopo una serata trascorsa in compagnia della moglie al cinema. Come reggente della Procura della Repubblica di Salerno venne ritenuto una perfetta “vittima simbolica” dalla cellula locale delle Brigate Rosse, secondo un tipico paradigma del terrorismo dell’epoca, che considerava i magistrati gangli vitali dello Stato da colpire. Due giorni dopo veniva ucciso, a Roma, Girolamo Minervini e, dopo tre giorni, a Milano, Guido Galli. Minervini, direttore generale degli istituti di prevenzione e pena del Ministero della Giustizia, era un magistrato con una variegata e profonda esperienza e conoscenza del diritto penale e delle questioni relative al funzionamento degli Istituti di Prevenzione e Pena. Alle 8.30 del 18 marzo 1980, alla fermata di Via Ruggero di Lauria, una strada di Roma tra Via Andrea Doria e Via Candia, con vista sulla cupola di San Pietro, due terroristi salirono sull’autobus e fecero fuoco, uccidendo il magistrato e ferendo altre tre persone. Guido Galli, giudice istruttore presso il tribunale di Milano, si occupò, prevalentemente, di terrorismo, affrontando, tra l’altro, la lunga istruttoria contro il più importante gruppo di capi e dirigenti della formazione Prima Linea. Quell’istruttoria consentì di mettere a fuoco l’attività di una organizzazione terroristica meno nota delle due principali (Brigate Rosse e Prima Linea), le Formazioni Comuniste Combattenti (FCC). Guido Galli venne assassinato a Milano, nei corridoi della Università Statale, davanti all’Aula, ora a Lui dedicata, dove il magistrato teneva il suo seguitissimo corso sulla politica criminale in Italia. Subito dopo l’omicidio, Prima Linea diffuse un volantino in cui lo rivendicava. Vittima della mafia è invece Gaetano Costa, procuratore presso il Tribunale di Palermo, assassinato a Palermo il 6 agosto 1980. Gaetano Costa non era soltanto un magistrato integerrimo. Poco prima di essere ucciso, dovette firmare personalmente le convalide dei fermi di alcuni mafiosi, che i sostituti incaricati del procedimento si erano rifiutati di sottoscrivere. Costa venne assassinato mentre stava sfogliando i libri di una bancarella nei pressi della sua abitazione. I killer gli spararono, alle spalle, sei colpi di pistola P38. Al suo funerale parteciparono poche persone. E nessuno è stato condannato per il suo omicidio

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