Deviazione Fusandola, manca il collaudo di alcune opere

di Andrea Pellegrino

Non solo pericolo esondazione e insabbiamento, la relazione del consulente tecnico della Procura di Salerno, sulla deviazione del torrente Fusandola – che vede a processo, tra gli altri, alcuni tecnici comunali, mette in luce anche aspetti burocratici e iter autorizzativi non conclusi. In particolare, l’ingegnere Rago evidenzia che alcune opere rientranti nel perimetro della piazza della Libertà e del Crescent, in corrispondenza dell’intervento di deviazione del torrente, non siano state tutte collaudate dal Genio Civile. Nella relazione, agli atti delle indagini e ora del processo, si legge: “Le opere collaudate dunque non riguardano l’intera opera progettata ma esclusivamente la porzione che va dall’arenile fino a tutta la piazza realizzata in corrispondenza del lungomare. Le restanti opere in cemento armato costituenti 10 scatolare all’interno del quale è canalizzato il corso d’acqua e che vanno dalla piazza fino allo spigolo a Sud Ovest della c.d. “Casa del combattente” per circa 35 m (e da questa fino all’innesto con la esistente sezione tombata dell’alveo posta in corrispondenza dello spigolo a Nord Est dell’edificio ospitante l’istituto scolastico comprensivo “Gennaro Barra” correndo al disotto di via Odierno per circa 45 m) sono dunque prive del necessario certificato di collaudo”. Ne consegue che tanto Via Odiemo quanto la parte di lungomare compreso tra la piazza e la casa del combattente sono state aperte al pubblico in assenza del certificato di collaudo.

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