Il gin e l’amaro del “Doctor Martux”: un successo mondiale tra storia e leggenda

Rievocare con un gusto accattivante ed un pizzico d’ironia la storia degli elisir medicamentosi della Scuola Medica Salernitana: si potrebbe definire così la mission, ben riuscita, del Doctor Martux Gin, l’”elisir miracoloso” confezionato su ricetta di Antonello Martuscelli, titolare dell’ebolitano Pangurmè con cui ha rivoluzionato, dandogli una sferzata di artigianalità, il settore pubbistico nella cittadina cerniera tra la Campania e l’estremo sud. Un gin differente da quelli usualmente reperibili sul mercato, e che per la sua originalità ha persino attirato le attenzioni di appassionati internazionali del settore, a tal punto da giungere in finale, nella categoria Cold Compound, dei “The Gin guide Awards” del 2020. Assaggiando questa creazione, imbottigliata dal liquorificio Maurizio Russo di Cava de’Tirreni in confezioni dal design smart e vintage al tempo stesso, risaltano profumi freschi e pungenti, come quelli del lemongrass, dello zenzero e del comprimario ginepro. Alla bocca un gusto rotondo e bilanciato, dato dall’alternarsi di complesse note erbacee e balsamiche, che regalano un finale prolungato e persistente, per un Gin quasi da “masticare”, lasciando una bocca pulita, fresca e piacevole. Il Doctor Martux è un gin preparato ispirandosi alla metodologia dei monaci della Scuola Medica Salernitana (la prima e più importante istituzione medica d’Europa nel Medioevo, antesignana delle attuali Università), che realizzarono i primi proto-gin per somministrare i benefici delle bacche di ginepro, e di altre erbe, alle persone che curavano. Oggi la tecnica si chiama “cold compound”, macerazione a freddo, realizzata in modo naturale con alcool etilico e tredici botaniche in infusione, senza l’aggiunta di zuccheri nè di coloranti. Il Gin artigianale ottenuto, ha appunto un colore paglierino che deriva proprio dalle sostanze che rilasciano le botaniche nello spirito. Questa tecnica consente di preservare sia le qualità organolettiche, sia i profumi e gli aromi più delicati delle botaniche utilizzate. Dal gusto morbido, è valido sia se bevuto “assoluto”, ovvero come fine pasto particolare, sia in miscelazione, per impreziosire cocktails. In termini di food pairing, le caratteristiche delle sue botaniche lo rendono un ottimo abbinamento con i piatti di pesce (e non solo), sia crudo che cotto. Altro frutto, non meno interessante, delle idee e della creatività dell’ingegnere ebolitano prestatosi al mondo dell’enogastronomia e dei distillati è l’amaro del Doctor Martux. Ispirato all’antidoto che Mitridate VI Re del Ponto, dovette inventarsi per scampare ad una condanna a morte certa, è un amaro naturale alle erbe che al naso, regalano profumi freschi e gradevoli. Al palato, l’amaro suscita un continuo rincorrersi di aromi complessi e ben bilanciati. Una prima boccata amara, cede gradualmente spazio ad un gusto morbido e delicatamente dolce. Note erbacee, balsamiche, taglienti e agrumate si alternano, per lasciare una persistente sensazione di piacevolezza, per un fine pasto gradevole e fuori dai soliti nomi tanto diffusi sulle tavole campane.

Andrea Bignardi

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