“Due”: dalla passione all’arte dolciaria, la nuova esperienza salernitana di Giuseppe Petraglia

Due come le mani che impastano, come i grammi di lievito per ogni chilo di farina per la pizza in teglia, due come gli appassionati titolari ed i loro bambini. Sono ragioni di passione e di cuore quelle che hanno guidato la scelta del nome della pasticceria “Due”, la nuova intuizione di Giuseppe Petraglia, che ha iniziato già dalla fine della scorsa estate, tra un’ondata del Covid e l’altra, a deliziare gli appassionati di dessert salernitani probabilmente alla ricerca di diversivi ai canonici e pur sempre validi riferimenti del settore. Un pizzico di innovazione ad impreziosire un imprinting pur sempre tradizionale ed ispirato a sviluppare i canoni della pasticceria napoletana con qualche guizzo internazionale, frutto dell’esperienza in proprio del suo Giuseppe in giro per l’Europa ed il mondo. A dominare il locale, ampio ed arioso, alle spalle del Forte La Carnale, nel cuore indaffarato della city salernitana, sono infatti l’estetica ed il buon gusto che traspaiono dalle tante creazioni dolci che impreziosiscono frigo e vetrine, senza dimenticare mondi paralleli ma non distanti come quello della colazione e del salato ai quali pure è rivolta grande attenzione. Protagonisti sono indubbiamente i pezzi forti della pasticceria napoletana: babà, sfogliatelle ricce e frolle, zeppole di San Giuseppe, choux, zuppette, torroni nel periodo novembrino e ovviamente i dolci della tradizione natalizia in vista delle ormai non troppo lontane festività, oltre ad una ricca ma delicata selezione di proposte per un pranzo rapido, un brunch all’insegna di leggerissime e friabili focacce artigianali. Così come ad occupare uno spazio d’onore sono le torte, frutto dell’estro e della creatività di Giuseppe Petraglia: dalla classica bavarese fino alla modernissima red velvet, fino alla ricotta e pere, passando per nuove invenzioni come una torta impasto bignè con crema chantilly al cioccolato e zuppa inglese e una crosta al cioccolato con nocciole tostate solo per citarne una delle più gettonate. Senza dimenticare, poi, le monoporzioni – un must il limone d’Amalfi ricoperto di gelatina al limoncello, frutto anche dell’esperienza in Costiera del patron – ce n’è davvero per tutti i gusti e per tutte le età. In vista del Natale, conquistano la scena i panettoni: anche in questo caso varietà e creatività non mancano, con qualche variazione sul tema in più rispetto al filone classico della pasticceria che comunque prevale senza eccessi in questo valido indirizzo, in equilibrio con l’innovazione: classico, al cioccolato, al caffè, con impasto al cacao, ai frutti di bosco e perfino all’ ananas.

Andrea Bignardi

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