Casciello (Fi): “A Salerno la mia sarà una battaglia di verità, sia d’accordo o meno il mio partito”.

Una battaglia per un’operazione verità, “sia d’accordo o meno il mio partito”. Il parlamentare forzista Gigi Casciello boccia ogni ipotesi di aggregazione civica “diversamente deluchiana” oltre che l’ipotesi – pure circolata negli ultimi giorni – di un appoggio da parte di alcuni settori del centrodestra ad una candidatura a sindaco di Napoli di Antonio Bassolino. Una politica accomodante verso il centrosinistra, in altri termini, non sembra possibile, ma anzi occorre per Casciello dare nuovo slancio ad una battaglia di identità e di verità per scardinare il sistema deluchiano. Di seguito il testo dell’intervento:

“Nel 2006 il centrodestra a Salerno al ballottaggio a sindaco tra De Luca e Andria decise di sostenere il primo primo perché il secondo era il candidato di De Mita e Bassolino. Sul mio giornale titolai in prima pagina “CdL, casa De Luca”. Fu una scelta sbagliata (non il titolo): oggi ci saremmo risparmiati (tra l’altro) giovanotti inadeguati con stipendi ed incarichi mortificanti per quanti meriterebbero di più e meglio, milioni rientrati dal Lussemburgo e appartamenti al Crescent intestati a terzi…Oggi, a distanza di 14 anni a Napoli nel centrodestra c’è chi accarezza l’idea di sostenere la candidatura a sindaco di Napoli. Per Bassolino ho persino simpatia ma il giudizio politico resta uguale: non dimentico la Campania travolta dai rifiuti e la Regione dai debiti con i quali ha dovuto fare i conti Caldoro nel 2010. A Salerno si riesce a pensare persino di peggio: una coalizione civica con post o diversamente deluchiani e diversamente piddini che dopo aver votato De Luca presidente di Regione e aver condiviso tutto con il sistema deluchiano, oggi vorrebbero rappresentare l’alternativa. Ma per carità….Poi questi sono gli anni della dimenticanza, dove il merito conta poco o nulla (ma ogni giorno della mia vita breve o lunga che sia, del mio impegno politico e di parlamentare sarà speso per il riconoscimento del merito) dell’apparire sempre equilibrati e politicamente corretti e ci tocca anche far finta di nulla. Mi correggo: tocca a chi vuole. Non a me. Quindi la mia sarà una battaglia di identità, di merito e di verità. Sia d’accordo o meno il mio partito. Su tutto”.

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