Anche i governi italiani non imparano mai nulla dalla storia

di Piergiorgio la Guardia

Ciò che questa pandemia sociale e sanitaria avrebbe dovuto insegnare e’ la fallacia del paradigma del neoliberismo mercantista, molto in voga da Maastricht in poi, e la necessità di un Welfare State adeguato contenuto dagli articoli 36 a 39 all’incirca nella nostra Carta , ed integrato da leggi come quelle del 1978.

Ed invece cosa fa un governo che ha anche il coraggio di definirsi ‘ di svolta’?
Nel Recovery Plan stanzia solamente 9 miliardi per la sanità pubblica ed addirittura 48 miliardi per la digitalizzazione, che come voce di spesa avrebbe meritato meno di 1/3 in quanto occorreva destinare solamente una piccola somma bastevole a sbloccare i cantieri Open Fiber per connettere le aree interne, poiché durante le varie Dad e Smart Working si sono riscontrate varie criticità.

Non me ne vorrete, ma anche 17 miliardi per la parità di genere non mi sembrano il modo più adatto di intervenire.
E la corposa voce di ‘ transizione ecologica’ consisterà in qualche altro inutile bonus monopattini oppure in un serio piano di investimenti per l’economia circolare ( che produca molti posti di lavoro, che consenta alle aziende di risparmiare l’88% delle bollette energetiche, che trasformi gli pneumatici consumati in campetti da calcio di erba sintetica) e poi anche dei seri incentivi per la mobilità sostenibile entro una fascia di reddito iniziando magari da automobili ibride? Ma ricordiamo che ecologismo significa anche valorizzare il Made in Italy e le imprese italiane ponendole al riparo da scalate azionarie estere.

Rimane comunque che da questo Recovery Plan sono state escluse molte vere priorità per questo paese: Welfare State, risarcimento dei truffati dalle banche ( sono assolutamente insufficienti i fondi inseriti nel FIR), implementazione della pianta organica della giustizia ed una spesa più corposa per l’intero settore , un serio piano di rilancio per le PMI, un risarcimento a quelle che vantano crediti esigibili dallo Stato e tanto altro.

Ed invece questo esecutivo preferisce inseguire il globalismo e la ‘ digitalizzazione’, che se portata alle estreme conseguenze genera nuove forme di disuguaglianza e conseguenze nefaste.

Non ne usciremo mai, da questo fallimentare paradigma

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