Arriva Sablo, arredo fai da te open source per i nostri lidi

di Matteo Maiorano – Una soluzione pratica, economica e duratura in alternativa al plexiglass. In vista del ritorno sulle spiagge, un’opzione alle strutture plastiche arriva con Sablo, arredo spiaggia in supporto agli operatori balneari. L’idea, a cura degli architetti Fabrizio ScattareticoDaniele Saturno e del brand manager Francesca Coppola, renderà più sicura l’idea del ritorno sulle spiagge. I ragazzi, di origine salernitana, hanno messo a punto in poche settimane un progetto open source, il quale mira a combattere l’idea di dover prendere il sole e godere della brezza marina attraverso impianti in plexiglass.
IL PROGETTO
Sablo è una parola del vocabolario esperanto che tradotta significa sabbia. La natura del sostantivo suggerisce di per sè la lotta ad un momento estremamente delicato quale quello attuale: il termine è parte del dizionario ausiliare artificiale, che pone al centro l’idea di unione di un solo alfabeto per il mondo. Far fronte comune alle difficoltà dei tempi moderni offre lo spunto da cui parte l’idea che porta alla luce Sablo: “Il pensiero di dover trascorrere la stagione balneare tra pareti in plastica preoccupa – afferma Fabrizio Scattaretico – abbiamo impegnato le forze per un obiettivo comune che portasse alla luce una soluzione pratica, economica e durevole nel tempo”. Il progetto riprende la filosofia aziendale Ikea: “Basso impatto ambientale, semplicità e costi ridotti. Il manuale permette un assemblaggio rapido fai da te, con prodotti che possiamo acquistare anche dal nostro ferramenta di fiducia. In poche ore l’arredo è pronto all’uso: teli laterali scomponibili rispondono al problema del distanziamento sociale, coniugando in diverse soluzioni il piacere dell’ombra alla tanto amata abbronzatura”.
TEMPISTICHE E PREZZI
Montare sulle nostre spiagge attrezzature in plexiglass richiede una spesa dai trecento euro a salire in su, oltre che molto più tempo e lavoro sotto i raggi del sole. “Sablo è una soluzione che dimezza i costi – afferma il brand manager Francesca Coppola – ma soprattutto permetterà agli stabilimenti di poter rispondere tempestivamente alla domanda. Crediamo che gli operatori del comparto balneare avranno poche settimane per potersi adeguare alle normative in materia sanitaria. Il montaggio di Sablo è rapido e il materiale guarda al di là dell’emergenza. Possiamo facilmente riflettere sul fatto di rendere permanente l’arredo, il quale non va incontro alle problematiche legate alle intemperie, guardando anche oltre la singola stagione estiva perchè declinabile in base alle esigenze”.
FUTURO BALNEARE
In ultima analisi non va dimenticato l’impatto ambientale. L’arredo spiaggia permette di abbellire anche territori della nostra provincia abbandonati, rendendo fruibili aree che troppe volte lasciano spazio a rifiuti ingombranti che collidono con l’idea di natura. “La soluzione in plexiglass non sarà riutilizzabile – spiega Daniele Saturno – mentre Sablo, che permette una ventilazione di gran lunga migliore, guarda al futuro prossimo verso quei territori spesso bistrattati del nostro mezzogiorno. L’architetto, originario di Palinuro, ha a cuore le sorti del territorio: la famiglia gestisce un villaggio turistico in città e analizza il momento storico, certamente sfavorevole per il comparto turistico: “Affrontiamo il problema relativo all’ospitalità nelle nostre strutture. Le ultime direttive permetteranno di allargare la porzione di spiaggia libera, che potremmo gestire pensando di montare anche il nostro arredo spiaggia, rendendo vivibile un lembo di terra prima non sfruttabile. Sablo guarda al futuro: è una soluzione per villaggi turistici che oggi non conoscono quali saranno le spese cui faranno fronte. Si può ripartire attraverso un arredo spiaggia duraturo e confortevole: la caratteristica open source va in direzione di un uso non circoscritto al solo spazio aperto, ma anche per interni, in relazione al fatto che può essere facilmente installato anche in aree prossime alle piscine o giardini privati”.

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