Attività fisica: no, si, forse

Attività fisica, no, si, forse. Un groviglio di ordinanze e chiarimenti ed interpretazioni genera confusione in giorni e momenti del tutto particolare. Eppure basterebbe seguire le direttive nazionali, quelle che l’interno popolo italiano extracampano sta seguendo, senza aggravare la burocrazia di atti che potrebbe non avere neppure efficacia. Premesso che, in questo momento storico, l’attività fisica in strada è l’ultimo dei pensieri e che è meglio che ognuno resti a casa propria ma è sempre bene chiarire come stanno le cose, chi può far chi e chi no. Le ultime 24 ore, già nella surrealità del momento, hanno acquisito una ulteriore nota di colore. Nel pomeriggio c’è l’ordinanza di Vincenzo De Luca: stop alle passeggiate, stop a tutto. E’ lo stesso governatore a scendere dall’auto – così come ai tempi del sindacato a Salerno – è bloccare sportivi e passeggiatori a lungomare di Salerno. A sera è lo staff che chiarisce: si può passeggiare ma a debita distanza. Insomma come prevede il decreto del presidente del Consiglio dei Ministri. Oggi arriva il chiarimento che tutto fa tranne che chiarire: “L’attività sportiva, ludica o ricreativa all’aperto in luoghi pubblici o aperti al pubblico non è compatibile con il contenuto dell’ordinanza n.15 del 13 marzo 2020”. Tradotto: per la Regione Campania non potresti fare nulla, per lo Stato si. O almeno forse. Si dice che domani il governo – all’interno del decretone – stabilirà linee giuda generali, stoppando il proliferale di ordinanze di sindaci e governatori. Forse è giusto cosi.

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