Cala il fatturato, produttori in crisi

La “tonda di Giffoni” sotto attacco a causa della concorrenza sleale

di Adriano Rescigno – Trenta per cento in meno ai fatturati dei produttori locali, fiere annullate causa Coronavirus e concorrenza sleale, mancanza di una legge a tutela seria circa la tracciabilità e l’etichettatura dei prodotti. I disagi vissuti dai produttori della “tonda di Giffoni” che ad ogni annata devono combattere prezzi stracciati dovuti a bassa qualità dei prodotti e manodopera mal pagata. Tra i tanti che sono i trincea ogni anno e tengono all’attestarsi per la qualità del proprio prodotto, raccolto e trasformato, c’è Michele Di Muro, titolare de “La Bottega della Nocciola” di Giffoni Sei Casali. «Mi auguro solamente che ci sia una legge ad hoc che prenda in seria considerazione la tutela della salute dei consumatori». «Ogni anno – racconta Michele – siamo invasi da prodotti esteri, primi o raffinati, ucraini, turchi, cileni, i cui produttori non sono soggetti alle restrizioni ed ai controlli ai quali noi rispondiamo puntualmente. Basti pensare che fino a poco tempo fa dal Cile arrivavano prodotti sui quali vi erano tracce di derivati di pesticidi di classe “A” – il famoso “ddt”, per i chimici “para-diclorodifeniltricloroetano”, dannoso al massimo per la salute. Senza badare all’impatto sui prezzi stracciati che ha la manodopera sottocosto». «Noi – dice Michele – che siamo una piccola realtà a conduzione familiare, con sei stagionali per la produzione a campo aperto ed una impiegata di laboratorio dove effettuiamo la trasformazione delle nocciole in farina, granella, pasta per il cioccolato, riusciamo a sopravvivere in quanto ci siamo attestati “prodotto Igp”, ma molti non capiscono la qualità della nocciola che dovrebbe essere specificata sull’etichetta del prodotto trasformato». Proprio l’etichettatura e la tracciabilità del prodotto è un punto cardine su cui battere visto che: «Anche altri prodotti italiani come il Parmigiano soffrono di queste problematiche. Etichetta e tracciabilità sono punti fondamentali a favore dei nostri prodotti che seppur di altissima qualità attestano perdite del trenta per cento sul fatturato totale visto che non vengono tutelati da una legge serie al riguardo. Si era partiti bene con le tutela, ma poi tutto è scemato». Immancabile anche l’impatto del Covid-19: «Da febbraio sono chiuse tutte le fiere del Nord-Est, sabato è stata chiusa “Golositalia” a Modigliani – conclude Michele – una fiera da 20mila persone al giorno, è saltata la fiera di Benevento. Per evitare i problemi che stiamo vivendo oggi si doveva chiudere tutto venti giorni fa, adesso bisogna solo aspettare, mentre chi come noi che vive di vendita diretta al pubblico tramite fiere e mercatini, conta i danni». Fondamentale anche la cultura del prodotto: «Senza etichette chiare, un consumatore poco informato sulla qualità dei prodotti che acquista è più facile da ingannare quindi è ancora più semplice che noi produttori di prodotti qualitativamente alti e quindi dai costi leggermente maggiori, perdiamo guadagni. Ci vuole maggiore tutela».

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