Bambole gender fluid, ce n’è davvero bisogno?

Tanto tuonò che piovve: una nota azienda di giochi ha immesso sul mercato la prima bambola «gender fluid». Si tratta, in sostanza, di una bambola asessuata, con un kit di accessori che si prestano a farla diventare sia maschio che femmina, a seconda delle inclinazioni del bambino o della bambina che ci gioca.

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Figli dell’industria 4.0

Eccoli qui. Come tutte le notti, è Bruno ad affacciarsi per primo alla finestra. A ruota seguiranno, ognuno all’insaputa dell’altro, Pamela e Roberto. Bruno, Pamela e Roberto sono persone assai diverse tra loro. Bruno è sposato ed è padre di tre bambini. Pamela, dopo la separazione, convive con un uomo che l’adora. Roberto è single e sta a casa della madre affetta dal morbo di Parkinson.

Il selfie con l’opera d’arte

A una gita scolastica di troppo tempo fa, comprai una macchina fotografica. Era una kodak avveniristica, di quelle usa e getta. Non ci fu monumento storico che non venne catturato dal mio precario obiettivo. Prima, però, che si esaurissero le 27 foto del rullino, Simona mi aprì gli occhi: «Ma che ti scatti? Se vuoi una foto della torre di Pisa, basta comprare una cartolina. Ti piace la torre? Mettiti sotto, e solo allora ha senso farti una foto».

L’eredità

L’altra sera, nell’ostinato tentativo di prolungare l’estate già con un piede nel prossimo calendario, ci siamo fatti una birra. All’ennesimo «non posso» di Antonio che pur potrebbe, e come se potrebbe, ognuno di noi ha dato voce allo stesso pensiero: «Tu, figlio di re Mida, non puoi farti quel viaggio, non puoi comprarti l’auto dei sogni?».

Con le macchie e senza paura

di Vincenzo Benvenuto Che cosa abbiamo in comune, io, Nanninella Acocella, Michael Jackson, Francesco Cossiga, Winnie Harlow e, ultima in ordine di apparizione, Kasia Smutniak? La vitiligine. Una malattia autoimmune, cioè, innescata dallo stesso organismo che, bello e buono, decide di strapazzare i melanociti rendendoli, così, incapaci di produrre melanina. Risultato? Comparsa di chiazze bianco-latte, … Continua a leggere Con le macchie e senza paura

Quaranta minuti

Il crepaccio mi ostenta come la forma d’arte più bella della sua conformazione mineraria. Il sole, però, fa male. Cauterizza la pelle fino a fonderla con le ossa sottostanti. Sono trascorsi trenta minuti dalla telefonata al 118. Sento che, a breve, la mia razionalità si stempererà in una dimensione onirica.

La lunga e impervia strada verso Giovi

di Vincenzo Benvenuto E anche la 30° edizione della «Sagra del Biscotto e Prosciutto» di Giovi, è stata archiviata. Come sempre, ottima organizzazione e buona affluenza. L’Autorità, «signore virtuoso, di molto riguardo», è pronta a rinsaldare il legame con i propri elettori. Il tempo di percorrere circa 7 km, e la scena sarà sua. Monta, … Continua a leggere La lunga e impervia strada verso Giovi