L’ostracismo al tempo dei populisti

Nel 482 a.C., bello e buono, gli antichi Greci decisero di ostracizzare Aristide. Ora, la pratica dell'ostracismo, era una cosa simpatica assai: in buona sostanza, chiunque riteneva che un cittadino ateniese potesse danneggiare la polis, non doveva fare altro che recarsi in piazza e scrivere il nome dell’infamone di turno su una pietra di ceramica (ostracon).

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Ernesto, il gatto nero del governatore

Salve a tutti. Chi vi parla è Ernesto, il gatto nero del Governatore. Oddio, se proprio devo essere sincera, sarei una gatta e il mio nome sarebbe Benita. Ma si sa come vanno le cose in politica, no? Occorre dissimulare, nascondere, camuffare. E sì perché il mio genere sarebbe sì femminile, ma come conciliare l’altra metà del cielo con il machismo da rottweiler di De Luca?

La logica del motorino

Sono appena arrivato all'Aci per la visura della targa di un'automobile. Mi dirigo alla «dispensatrice d'attesa» che mi assegna il numero sette; per la precisione, A7. Alzo lo sguardo sul display piantato come una spada di Damocle sulla testa del nuovo, baffuto impiegato, e leggo A1. Un minuto. Cinque minuti. Mezz’ora. Tre o quattro loschi figuri, con aria cospirativa, fanno capannello davanti allo sportello incriminato. Presumo un rumore lontano. Adesso riesco pure ad avvertire lo scatarrare inconfondibile della marmitta Polini: la «logica del motorino» si sta concretizzando.

#AridateciAndreotti

Tu piglia Andreotti, per esempio. Ebbene, anche se sapevi che «il Divo Giulio» rovistava nelle frattaglie più putride del corpaccione italico, stavi tranquillo. “Chi mai” ti chiedevi “potrebbe farlo meglio di «Belzebù»?”. In altri termini, al tuo odiato rappresentante politico, finivi comunque per riconoscere uno spessore culturale fuori del comune.

550 euro al mese

«550 euro al mese…» scorge, sul mio volto, un’espressione che ci mette troppo a rintanarsi nel falso di giornata «escluse le spese, però» - s’affretta a precisare. La vedo piccola, dall’altra parte del caffè. Fuma nervosamente, alla stessa maniera, cioè, di chi ha dovuto imparare a fumare per maturare il diritto all’unica pausa che il dominus potesse capire e approvare.

Un “grammatico” assassinio

Stamattina sono stato al funerale del punto e virgola. In chiesa, in primissima fila, c'era un impettito punto all'apparenza contrito per la morte del collega. Il pronome relativo però, voglioso di spiegare qualcosa anche quando non ce ne sarebbe bisogno, ha spifferato all'avverbio, che prontamente si è confidato con l'accento, il quale, a sua volta: «È proprio così, ti dico» si è fatto scappare con i due punti «è stato il mammasantissima punto a fare fuori il punto e virgola».