Il giro di “picchipocchio”

Questa espressione mi è rimasta impressa, fin da bambino, quando l’ascoltai per la prima volta. A dirlo fu mia madre. Mi pare anche di ricordare il Maggiolone rosso col quale, dopo aver descritto un articolato giro nei pressi di Pastena, nei quartieri che allora venivano su, Quartiere Italia, Quartiere Europa e via così, ci ritrovammo nello stesso punto in cui eravamo passati poco prima. E

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Una Nazione e troppe anime

di Alessandro Rizzo La frattura tra grillini e leghisti è sempre più marcata, non accenna a rinsaldarsi e si caratterizza sempre più per le divergenze strutturali che caratterizzano un’unione nata solo sull’opportunismo. Oggi, leggendo i giornali, ho notato tre temi talmente eterogenei da non avere -apparentemente- nulla in comune se non che costituiscono tutti l’occasione … Continua a leggere Una Nazione e troppe anime

Pausa di riflessione

Rilanci, scioperi e ritiri. La Salernitana nel momento più buio del duo Lotito-Mezzaroma sta preparando la sfida al Venezia, ma di tutto si discute meno che della sfida contro i lagunari, in programma sabato all'Arechi. Per fare il bilancio di una stagione anonima bisognerà aspettare altre otto settimane, ma a far parlare più degli impegni del campo è ciò che aleggia intorno al gruppo di Gregucci.

Sardegna, tutto secondo le previsioni

Il dato elettorale non va mai letto nella sua forma “statica”. Va letto in maniera dinamica, prospettica. Per poterlo comprendere, occorre capire da dove si viene e dove si sta andando. Solo così si potrà capire dove si arriverà. Il Movimento 5 Stelle è capitolato nell’isola e questo non è affatto un bene.

Onestà sì. Anzi no.

In politica, in effetti, le doti camaleontiche sono utili. Specie nella politica moderna, che non funziona certo con le regole di un tempo. Oggi tutto è possibile, tutto è consentito. In un tempo in cui i genitori dei bambini schiaffeggiano gli insegnanti per un brutto voto, cosa vuoi che sia un comodo vuoto di memoria in politica? La crisi dei valori non può riguardare solo alcune branche.

Di Pil, di Tav e di altre figure mitologiche

All'indomani delle dichiarazioni di Di Maio che preannunciano il boom economico, il Pil crolla. Nell'esatto momento in cui il presidente Conte, con l'espressione tipica di chi sembra annusare l'aria, afferma che il 2019 sarà un anno stupendo, Confindustria smentisce e preavverte recessione. Mentre Manlio Di Stefano tuona “la Tav non si farà mai!”, Salvini stappa una bottiglia di Arneis nella galleria di Chiomonte con gli operai che lavorano al traforo.

Morti i migranti, evviva i migranti!

Altri 117. È il numero dei morti annegati nel Mediterraneo. Morti che pesano e peseranno sulle coscienze di tutti, della società civile, degli europei in maniera particolare. Ma attenzione, non ho nessuna intenzione di fare qui quel che fastidiosamente viene oggi definito “buonismo”, anzi. Voglio provare a fare un’analisi quanto più complessiva possibile del problema, correndo il rischio di rimanere in una vaghezza che forse confonderà ancor più le idee. Forse. Ma forse a qualcuno dirà qualcosa in più. Salvini distrae la massa, coi suoi selfie che fanno tanto “uomo comune”.

Disobbedienza civile, capitolo II?

Si può essere rappresentante di un'istituzione e nel contempo violare la legge? Si può assumere la guida di una comunità e scegliere deliberatamente di disattendere un precetto di legge? Il tema, serio e scivoloso al tempo stesso, riguarda i Sindaci che hanno dichiarato apertamente di voler disattendere il decreto di Salvini che impedisce lo sbarco di immigrati in difficoltà nei porti italiani.