Uccisione di Soleimani, l’uscita di scena di Onu e Ue

di Giuseppe FOSCARI Quando parlano le armi, altre armi sono pronte a rispondere. Il caso Usa-Iran sta diventando l’ennesima prova di questo assioma. Eppure dovremmo averlo compreso che gli attacchi preventivi, venduti al mondo come necessità inderogabili per garantire sicurezza e come preludio obbligatorio per una pace duratura negli scenari più precari, non funzionano più. … Continua a leggere Uccisione di Soleimani, l’uscita di scena di Onu e Ue

L’uccisione di Soleimani: Hanno indebolito il regime teocratico

di Italico SANTORO Sulla decisione americana di eliminare il generale iraniano Soleimani colpendolo con un drone si sono registrate, quanto meno in Italia ma anche in altri paesi europei, reazioni emotive che non hanno tenuto nel debito conto né dell’evolversi dei fatti né della situazione politica. Cominciamo dai fatti. Soleimani non era un angioletto. E’ … Continua a leggere L’uccisione di Soleimani: Hanno indebolito il regime teocratico

Hammamet, non c’è nessun riscatto, in mostra solo le fragilità di un uomo

di Andrea PELLEGRINO Ci si aspettava un film che tracciasse una linea storica politica di un periodo che ha cambiato il corso della storia repubblicana in Italia, ed invece Hammamet non ha né rivalutato l’uomo, né affrontato il problema. Né tantomeno inquadrato vicende storiche, politiche e giudiziarie che hanno pesantemente modificato l’assetto partitico italiano. Chi … Continua a leggere Hammamet, non c’è nessun riscatto, in mostra solo le fragilità di un uomo

L’Italia si “fregia” del titolo di maggiore fabbrica di neet in Europa: una generazione perduta

di Daniela PASTORE Tra i tanti neologismi anglofoni che siamo soliti includere nel nostro vocabolario, il termine “neet” (acronimo di...

I lupi travestiti da agnelli…

…ma a Natale, ahinoi, si sa che gli agnelli sono a rischio. E quindi ha pensato bene Umberto Bossi di togliere il vello con cui Salvini aveva cercato di ammantare l’intera lega e ha svelato il partito per quel che è davvero: un lupacchiotto predatore di voti del sud.

Di sardine e di proposte di matrimonio

Analizziamo i fatti di questa settimana. Cerchiamo di capire cosa si sta muovendo, in che direzione, perché. E rendiamoci conto anche del fatto che la politica nazionale è arrivata al livello più basso che potesse raggiungere. Già mi pento di averlo scritto; temo che in questo la politica possa sorprenderci ancora. Dopo il fondo si può ancora scavare.

Non si alza il medio!

Che avete capito? Mica mi riferisco al gestaccio all’americana per spedire amabilmente qualcuno a quel paese. Giammai! È che mi sembra strano che soltanto adesso ci si stia accorgendo che il sintomo peggiore del malessere politico, economico e, di conseguenza, anche sociale del nostro Paese è dato dal fatto che nulla di ciò che è “nel mezzo” tenda a risollevarsi.

Altro che divorzio all’italiana!

Stamattina (martedì 5 novembre per me che scrivo), tutti a parlare della puntata di Report e tutti a scandalizzarsi perché finalmente qualcuno ha messo in evidenza le disparità di trattamento introdotte in Italia dalla prima legge sul federalismo fiscale, la n.42/2009 a firma di Roberto Calderoli.