Conte domani al Colle, in attesa di un nuovo incarico o delle urne

Forse la paura della conta di giovedì per l’amministrazione della giustizia ha prevalso e Conte, per evitare salti nel buio, domani salirà al Colle per rassegnare le dimissioni.

Probabilmente per un arrivederci molto temporaneo, dato che e’ stato già blindato dal M5S, dal Pd attraverso il segretario Nicola Zingaretti stamane ( scherzo del destino, il partito che meno di 16 mesi fa aveva posto un veto su di lui) e da Leu, ma non e’ scontato che non si ritorni alle urne, poiché i numeri al Senato rendono impervia la scalata che separa dal semestre bianco, quando non si potrà disporre lo scioglimento delle Camere per la scadenza del mandato del presidente della Repubblica. Infatti la senatrice De Petris di Leu manifesta le sue perplessità numeriche sul Conte Ter, affermando che se i numeri adesso non ci sono nemmeno con un Conte Ter potranno arrivare. Ma, si sa, la paura rende ciechi e rende lupi.

Proprio per questo tra i 5 stelle si sta operando una revisione ed una generosa deroga a molti dettami posti in passato al cardine della propria azione politica, perché tutti sanno che, anche in virtù della riduzione del numero dei parlamentari, le urne sarebbero dissanguatorie. Anche la senatrice Barbara Lezzi, vicina ad Alessandro Di Battista e ritenuta tra le più movimentiste, in una intervista rilasciata stamane ad un quotidiano, ha aperto ai ‘ costruttori’ forzisti liberal-europeisti ed anche ai senatori di Italia Viva, purché abbandonino il loro partito Per formare un altro gruppo parlamentare, possibilmente assieme a tutti quelli comunemente definiti responsabili. Che però pare che stiano ponendo un veto sul premier Conte, non disdegnando l’idea di Di Maio a Palazzo Chigi.

Forza Italia invece si presenta frammentata, tra chi vuole fare di tutto per un governissimo Draghi, che anche Giancarlo Giorgetti, considerato la mente strategica economica e politica della Leganord, non nasconde di desiderare, tra chi vuole le urne, come probabilmente la senatrice Licia Ronzulli, e chi vuole giocare ambedue le carte. Il Carroccio è anch’esso spaccato, tra chi è pronto per un governissimo e chi ostenta di voler tornare alle urne, come il segretario Matteo Salvini che ha fatto il suo endorsement per Berlusconi al Colle ma, si sa, i dietrofront non sono da escludere totalmente. Da un lato quest’ultima corrente della Leganord potrebbe volere veramente tornare alle urne, per evitare che l’emorragia di consensi li faccia sprofondare, ma dall’altro potrebbero ancora sperare di risalire la china. Fratelli D’Italia infine dichiara di voler andare alle urne il prima possibile, forte di una crescita inarrestabile. Ma, proprio per questo, prima di dare la parola ai cittadini potrebbero voler tentare il sorpasso, sempre meno lontano, al Carroccio.

Gli scenari sono in continua evoluzione in questa crisi di governo e, quando il tempo stringe, le soluzioni scarseggiano.

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