Coronavirus, chiusi cinema e teatri. Niente più spettacolo, è l’allarme economico

Mustaro: «La nostra sopravvivenza è a rischio». De Rosa: «Dobbiamo adattarci»

di Giovanna Naddeo – Luci spente e saracinesche abbassate fino al prossimo 3 aprile. Il rischio contagio Covid-19 costringe cinema, teatri, concerti, musei a sospendere qualunque tipo di attività o cartellone in programma. “Una scelta necessaria e dolorosa. Ma la cultura può arrivare nelle case” scrive il ministro dei beni e delle attività culturali e del turismo, Dario Franceschini, sui social network.

A fermarsi anche i premi: l’Accademia del cinema italiano-Premi David di Donatello, in accordo con la Rai, ha, infatti, rinviato la cerimonia di assegnazione delle statuette a venerdì 8 maggio, “nel comune intento” – si legge nella nota – di mantenere la celebrazione del nostro cinema, senza perdere di vista l’evoluzione dell’emergenza sanitaria”. I lavoratori dello spettacolo sono in ginocchio e chiedono al Governo il riconoscimento dello stato di crisi e di calamità naturale, così da poter garantire possibilità di sostegno all’occupazione, come la cassa integrazione e la disoccupazione.

«Il settore del teatro sta vivendo un momento difficile – afferma Antonio Stornaiuolo, direttore artistico del centro di pedagogia e formazione teatrale “Primomito” di Castel San Giorgio. – Un danno sia economico, che per la crescita di tutti operatori e gli allievi del settore. Niente più rassegne, niente più spettacoli, niente più laboratori teatrali. Mesi di prove, mesi di lavoro che non hanno più un fine preciso dato che i tempi sono incerti e comunque allungati. Ci auguriamo che questo periodo di crisi passi al più presto e che soprattutto tutte queste restrizioni possano aiutarci a contenere e a debellare il coronavirus».

Gli fa eco Valentina Mustaro, regista e direttrice artistica del teatro “La Ribalta” di Salerno, che lancia l’allarme: «In ottemperanza anche alle direttive della Federazione Italiana Teatro Amatori, abbiamo cancellato qualunque tipologia di attività. La nostra sopravvivenza economica è a rischio. Non siamo una struttura comunale e andiamo avanti in maniera autosufficiente, con le nostre uniche forze, ma fino a che punto potremo andare avanti?».

Ma c’è anche chi guarda alle nuove tecnologie come un’opportunità di studio e approfondimento. Se il teatro non può aprire le porte agli attori, c’è chi si è ingegnato per portare il teatro agli attori. Da lunedì scorso Antonello De Rosa, direttore artistico di “Scena Teatro”, ha optato per lezioni video in differita che gli oltre 200 allievi ricevono sul proprio cellulare direttamente dal palco dell’auditorium del centro sociale di Salerno.

«Tutto questo nasce dall’esigenza delle regole che dobbiamo rispettare – commenta De Rosa – ma non per questo è necessario bloccare una intera attività. In questo momento di grande restrizione la nostra libertà sembra sia andata persa invece non è così, si tratta di una giusta prevenzione. Possiamo usufruire delle tecnologie ed allora utilizziamole. Non sono tecnologico, ed è per questo che ho scelto di fare teatro, ma basta adattarsi. Con il direttore organizzativo Pasquale Petrosino, siamo in un centro sociale vuoto ed abbiamo deciso di registrare tutto quello che avremmo fatto in questa settimana: gruppo per gruppo, vista l’impossibilità di montare determinate scene. Siamo vicini a tutti, soprattutto con il cuore, auspicando un pronto ritorno alla normalità».

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