Coronavirus, è la seconda pandemia del secolo. Cos’è e cosa cambierà?

L’Organizzazione Mondiale della Sanità ha annunciato che la diffusione del Covid-19 è divenuta globale e che, dunque, siamo innanzi a una vera e propria pandemia.

“Un nuovo virus che si diffonde in tutto il mondo e contro il quale la maggioranza degli uomini non ha difese immunitarie”. Questa è la definizione di pandemia fornita dall’Organizzazione Mondiale della Salute. L’etimologia greca della parola sta a significare “tutto il popolo” (pan-demos).

A differenza dell’epidemia, la pandemia “è un’epidemia che si verifica in tutto il mondo o su un’area molto ampia, attraversando i confini internazionali e di solito colpendo un gran numero di persone”.

Se finora l’obiettivo principale è stato quello di contenere il virus ed evitare il più possibile la sua circolazione nella comunità, quando si ritiene che il patogeno non possa essere più fermato si dichiara la pandemia.

Siamo di fronte alla seconda pandemia del ventunesimo secolo.

L’ultima dichiarazione di pandemia da parte dell’Oms risale al 2009, quando l’influenza H1N1 colpì circa un miliardo di persone nei primi sei mesi, causando 600.000 morti.

Quella del coronavirus SarsCoV2 è anche la seconda pandemia in un mondo globalizzato e nella quale il virus si è spostato rapidamente da un continente all’altro a bordo degli aerei, proprio come aveva fatto il virus dell’influenza H1N1. A renderla unica è stata la risposta del mondo scientifico, che ha ottenuto l’identikit genetico dell’agente responsabile con una rapidità mai vista finora.

Profondamente diversa, invece, la situazione ai tempi della Spagnola del 1918, che aveva provocato circa 50 milioni di morti superando con il suo bilancio di vittime quello della Prima Guerra Mondiale. I virus attraversavano i continenti molto più lentamente anche ai tempi della pandemia dell’Asiatica del 1957, che uccise 1,1 milioni di persone, e della Hong Kong del 1968, che uccise un milione di persone.


Con il passaggio allo stato pandemico i singoli Paesi dovranno fare tutto il possibile per seguire le indicazioni dell’Organizzazione Mondiale della Sanità, volte alla “mitigazione” dell’infezione.

L’OMS può chiedere ai singoli Paesi di adottare misure di mitigamento, come il fermo di alcune attività o dei trasporti anche via terra.

In pratica, potrebbero essere prese misure draconiane come a Wuhan, dove sono stati bloccati tutti i mezzi pubblici, oltre a isolare completamente la città. Sono misure drastiche, ma che hanno avuto la loro efficacia, dato che in Cina si stanno registrando sempre meno casi di COVID-19. Anche l’Italia ha adottato misure drastiche di contenimento, rendendo l’intero territorio nazionale “zona protetta” (o zona arancione) e limitando le libertà di movimento delle persone.

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