Coronavirus, Federalberghi: nel salernitano 9 su 10 posticipano l’apertura

Un comparto ormai in ginocchio per l’emergenza coronavirus. Nel Salernitano, nove imprese su dieci, tra quelle associate a Federalberghi, sono chiuse e hanno posticipato l’apertura a data da destinarsi; il 90% degli imprenditori di settore ha gia’ fatto ricorso a cassa integrazione o al fondo di integrazione salariale. I numeri dell’Osservatorio turistico-alberghiero di Federalberghi Salerno, raccolti dai questionari inviati periodicamente agli associati, rivelano, inoltre, che, per la sola settimana di Pasqua, nell’intera provincia, sono saltate all’incirca 10mila prenotazioni. All’azzeramento dei guadagni per le strutture ricettive si sommano le perdite di tutto l’indotto che Assoturismo-Confesercenti Salerno calcola in 5 milioni di euro ad aprile, mese che rappresenta “il serbatoio iniziale per le nostre imprese turistiche specie quelle a conduzione familiare”, comd evidenzia il presidente di Confesercenti provinciale, Raffaele Esposito. Danni importanti per gli hotel della Costa d’Amalfi, meta di turisti provenienti da ogni parte del mondo..Se non ci fosse stata la pandemia, anche quest’anno avremmo diffuso dati confortanti per il primo banco di prova di una stagione che si presentava in ulteriore crescita, a dispetto della generale crisi economica”, spiega all’AGI il presidente di Federalberghi Salerno, Giuseppe Gagliano, rimarcando che, “solo lo scorso anno sono stati oltre 21 milioni i concittadini in viaggio per la Pasqua, registrando un giro di affari complessivo di circa 8 miliardi di euro”. Invece, nel 2020, “non c’e’ stato alcun movimento e abbiamo avuto una Pasqua senza turisti”. Quanto al danno subito dalle strutture alberghiere, Gagliano non si sbilancia, ma focalizza la propria attenzione sul fatto che “il 95% delle strutture ricettive in costiera amalfitana hanno deciso di non aprire per l’impossibilita’ di muoversi e per la mancanza di prenotazioni”. Le porte chiuse degli hotel innescano un buco anche all’indotto di un territorio vocata al turismo come Amalfi, Positano e Praiano e quindi per “commercianti, pubblici esercizi, societa’ di servizi, lavoratori ed enti pubblici. Nessuno escluso”. Quando si uscira’ dal lockdown, per Gagliano, “i clienti che si rimetteranno in viaggio saranno diversi per provenienza, bisogni espressi e capacita’ di spesa, da quelli che hanno frequentato la Costa d’Amalfi negli ultimi anni”. “Noi imprenditori dovremmo essere particolarmente bravi ad infondere fiducia e sicurezza a questi clienti, bisogni che oggi appaiono davvero essenziali”, sottolinea.

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