Coronavirus, tutta l’Italia in rosso

di Erika Noschese – Seicento miliardi di capitalizzazione persi in un solo giorno. Si traduce così, economicamente parlando, la tragica giornata di lunedì che ha segnato il solco di una crisi che riporta dritti nel 2008, quando l’ultima vera crisi economica ha dissestato il terreno di ogni singolo cittadino del mondo. Se lo ricordano bene gli italiani, impegnati a leccarsi ancora oggi le ferite di quella crisi mai realmente superata e che oggi si ritrovano a dover contrastare questo ennesimo brutto colpo che riguarda non solo l’economia ma anche la salute di tutti i cittadini. La popolazione si ritrova, così, a dover fronteggiare uno stop forzato di quasi tutte le attività, scuola e università in primis, con l’aggravante di una immotivata corsa all’ultimo pacco di pasta o all’ultimo flacone di igienizzante per le mani: immotivata perché le Grandi Distribuzioni hanno garantito che la filiera di produzione e distribuzione è più che attiva e funzionante, garantendo dunque i beni di prima necessità all’intera popolazione, e anche perché il divieto di assembramenti sembra magicamente dissolversi nelle immediate vicinanze di un supermercato o di una farmacia, nonostante i notevoli sforzi dei rispettivi gestori. Aumenta il numero di contagiati, aumenta il numero di restrizioni da parte del Governo: nei carceri è più che avviata la rivolta, partita proprio a Salerno con “repliche” in tutto il Paese. Se di psicosi si tratta, va stemperata nel miglior modo possibile in luoghi in cui la sicurezza deve essere garantita sempre, ai detenuti e agli agenti. La Borsa ha subìto un notevole contraccolpo: Milano non riusciva assolutamente a riemergere nella tremenda giornata di lunedì e anche martedì ha perso oltre il 3%, con 14 punti percentuali persi in due giorni in “buona compagnia”, visto che tutte le Borse hanno avuto enormi difficoltà a districarsi nel labirinto creato “ad hoc” dal coronavirus. 10 miliardi di manovra e deficit al 3% per scongiurare ulteriori aggravi sui portafogli della cittadinanza saranno sufficienti, considerando la fortissima crisi che sta colpendo imprese, negozi, liberi professionisti e famiglie in generale? Quando il rosso è di sera, il buon tempo si spera. Ma non possiamo vivere di sola speranza.

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