De Luca scrive a Conte: “Forniture insufficienti, rischiamo di contare i nostri morti”.

“La comunicazione di questi ultimi giorni relativa alla epidemia è gravemente fuorviante. Il richiamo a numeri più contenuti di contagio al Nord, rischia di cancellare del tutto il fatto che non solo la crisi non è in via di soluzione, ma che al Sud sta per esplodere in maniera drammatica”. Lancia un grido d’allarme il governatore della Campania Vincenzo De Luca, scrivendo una lettera aperta al Presidente del Consiglio, al Ministro della Salute, al Ministro degli Affari Regionali e al Ministro per il Sud. Nel mirino del governatore l’assenza di dispositivi adeguati a fronteggiare una probabile esplosione del contagio in Campania, in vista del picco previsto per gli inizi di aprile. “I prossimi dieci giorni saranno da noi un inferno – prosegue De Luca – Siamo alla vigilia di una espansione gravissima del contagio, al limite della sostenibilità. La prospettiva, ormai reale, è quella di aggiungere alla tragedia della Lombardia quella del Sud”. “Per noi è questione di ore, non di giorni – continua- Abbiamo fatto con migliaia di operatori, sforzi giganteschi per poter reggere. Ma non si può scavare nella roccia con le mani nude”. Difficile, dunque, utilizzare le postazioni di terapia intensiva senza aver ricevuto apparecchiature adeguate per attivarle. Secondo De Luca non risultano consegnati né ventilatori polmonari né tantomeno mascherine Ffp3 e dispositivi medici di protezione. “A fronte di un impegno ad inviare in una prima fase 225 ventilatori sui 400 richiesti, e 621 caschi C-PAP, non è arrivato nulla”, ha aggiunto il governatore. “Questi sono i dati. E dunque, non si può non rilevarlo in maniera brutalmente chiara. So che la situazione è difficile per tutti. Non voglio alzare i toni. Ma non posso non dire che per quello che ci riguarda, ci separa poco dal collasso, se il Governo è assente – ha concluso De Luca – Mi auguro che almeno i numeri rendano evidente la drammaticità della situazione. Si rischia di vanificare un lavoro gigantesco che ci ha consentito di reggere, in una realtà della cui complessità non è il caso di parlare oltre, e di offrire anche al Paese una terapia farmacologica utile. Permanendo questa nullità di forniture, non potremo fare altro che contare i nostri morti”.

Andrea Bignardi

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