“Dedicheremo la salvezza a Marta. E quei film in coreano…”

di Matteo Maiorano – Dieci anni di Alma e una maglia cucita addosso. A Francesco Pacileo, capitano granata e portavoce del progetto granata, Marta ha lasciato un segno inestimabile. Amica e addetto stampa della società, la giornalista ha rappresentato il sesto uomo sul parquet, l’allenatore aggiunto nei momenti difficili, la spalla su cui piangere per ripartire più forte di prima. “Marta era una persona con la quale era possibile intrattenere qualsivoglia discorso. Era riuscita ad entrare, con la sua gentilezza silenziosa, nel cuore di ogni sportivo, non solo amante della nostra disciplina. Aveva il pregio di parlare sempre a viso aperto: non aveva alcun tipo di remora quando doveva bacchettare i calciatori in campo, quando le prestazioni erano scadenti. Anche in società, quando vedeva che le decisioni erano inappropriate, esprimeva apertamente il suo pensiero, contrastante o meno che fosse”. Francesco Pacileo ricorda le giornate trascorse nel pullman che portava la squadra a giocare lontano dalle mura amiche. Naturalmente i discorsi non potevano che finire sulla sua passione per la Corea: “Ma tu davvero capisci qualcosa di quello che dicono?! E istantaneamente traduceva la scena che mostrava il film in coreano. Masticava bene la lingua di Seul. Prima della partita prendeva la macchina digitale e iniziava a scattare. Volevo entrare nell’obiettivo, la stuzzicavo. Mi capiva al volo e sorrideva: Fatemi fotografare lo zio! Per non chiamarmi nonno…”. La giornata di sabato ha sancito l’ingresso della famiglia di Marta in quella dell’Alma. Un incontro che ha stretto tutti nel dolore ma che ha ricongiunto tutto il grande amore che lei ha lasciato sulla Terra: “I parenti avranno sempre un posto privilegiato nella nostra squadra”. Infine la promessa: “Vogliamo dedicarle la salvezza. La squadra metterà in campo il 110%. Poi, quel che mancherà per superare l’ostacolo, lo darà Marta”.

Rispondi