Dispositivi carenti e scarso rispetto delle norme. Protestano gli “Infermieri in cambiamento”

Gli infermieri incrociano le braccia in segno di protesta ma solo per cinque minuti e con un nastro colorato al braccio che dà speranza. E’ l’iniziativa silenziosa ed emblematica, degli operatori sanitari, annunciata in una lettera e in un appello. Gli “eroi” dietro le quinte che nell’emergenza Coronavirus, si ritrovano a fare i conti con le carenze e le mancanze nei presidi ospedalieri. Non solo a Salerno, ma in tutta la Regione Campania e soprattutto in tutta Italia. Certo, la pandemia da Coronavirus ha colto alla sprovvista tutti, ma adesso i rischi e i pericoli sono dietro l’angolo. “Non siamo eroi. Fino a qualche mese fa eravamo “semplici infermieri” ma la gente non conosce e riconosce la nostra professione, eppure siamo sempre lì in prima linea in tutte le guerre e nel quotidiano. Siamo e ci siamo da sempre”. Poche parole nell’incipit di una lettera scritta dagli “Infermieri in cambiamento” che insieme all’associazione Aadi e il coordinamento Coina avviano la protesta “bianca” per chiedere maggiore tutela e attenzione soprattutto in questo stato di emergenza. “Noi vi chiediamo semplicemente di restare a casa – scrivono – In due giorni solo a Salerno si è saliti a 70 positivi al Covid. Siamo certamente tutti stanchi ma questa battaglia la stiamo perdendo, così come stiamo perdendo il rispetto, la civiltà e la libertà”. Poi l’elenco delle mancanze: “Le risorse in termini di pazienza, di coraggio e di salute si stanno trasformando in usura, stress, paura e solitudine e aumento di casi positivi tra noi sanitari, Personale delle imprese di pulizia e guardie giurate. Il numero dei decessi tra i professionisti sanitari aumenta di giorno in giorno: 77 morti tra i medici e 23 morti tra gli infermieri di cui due suicidi a cui si aggiungono 10mila contagiati. “Infermieri in Cambiamento” ritiene necessario, dunque, innalzare simbolicamente il livello della rivendicazione e ha lanciato un’iniziativa per la cui riuscita è altrettanto necessario il sostegno e il rilancio da parte di ordini professionali, sindacati e associazioni di categoria”. Giovedì 9 aprile infatti gli infermieri rimarranno da uno a cinque minuti a braccia incrociate, per fare un appello e richiedere i dispositivi di sicurezza utili “che continuano a scarseggiare – sottolineano – lo screening di tutto il Personale sanitario in quanto vogliamo sapere se siamo positivi perché non possiamo essere untori dei nostri familiari; l’indennità straordinaria per tutto il Personale sanitario e ad esempio l’estensione dell’indennità di malattie infettive a tutti perché non si può rischiare la vita gratuitamente”. E infine: “Chiediamo l’istituzione di una Commissione parlamentare di inchiesta: ci sono morti e chi ha sbagliato deve pagare, diversamente da quanto proposto da Salvini nel suo emendamento. Ad emergenza rientrata, inoltre chiediamo il riconoscimento in sede di futuri concorsi di un punteggio privilegiato per chi sta dando la sua disponibilità con contratti “fantasiosi”, la contrattazione separata e distinta al di fuori del comparto sanità come ormai da anni avviene per i medici e ancora l’assunzione dei professionisti dalle graduatorie e superamento della logica del minutaggio”. E poi l’invito ai cittadini, in segno di vicinanza ma soprattutto per dare prova che il loro grido d’allarme, in questo momento è il grido di tutti: “Appendete un drappo colorato alle proprie finestre in segno di solidarietà con i medici e gli infermieri”.

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