Donazioni di sangue ed adozioni L’altra Italia che non si ferma

“Le misure del decreto coerenti con il momento storico, nonostante diversi settori accuseranno la crisi”

di Matteo Maiorano – “L’attività fisica è necessaria ma non indispensabile. Facciamo il possibile per le donazioni”. In questi giorni di emergenza sanitaria, il presidente della Rari Nantes Enrico Gallozzi ha espresso il proprio pensiero in merito alle tematiche sportive. La pallanuoto, ferma come gli altri sport, ha chiesto agli atleti di restare nelle proprie abitazioni. Messaggio che Gallozzi tende a ribadire alla squadra: “Le restrizioni sulla vita delle persone, imposte dalla necessità di contenere la trasmissione del virus, stanno avendo un impatto devastante su tante attività lavorative. Penso al settore del turismo, al settore dell’intrattenimento, al settore del commercio. Anche il mondo dello sport – ribadisce il presidente giallorosso – ha subito danni ingenti. Chi gestisce un impianto sportivo si trova con un improvviso azzeramento delle entrate a causa della chiusura degli impianti con la necessità di dover coprire comunque le spese generali. Allo staff ed agli atleti abbiamo chiesto di rimanere a casa; cercare laddove possibile di fare un minimo di attività fisica ma tra le mura domestiche”. È un momento estremamente difficile per l’Italia, ma affinché tutto torni alla normalità c’è bisogno del contributo di tutti. Come ribadisce Gallozzi: “Dipende soprattutto da noi. Le misure del governo sembrano giuste: si sta cercando di limitare la diffusione del contagio provando, nei limiti del possibile, di mantenere alcuni settori della produzione aperti. Dobbiamo aspettare almeno un paio di settimane per verificare qualche miglioramento”. L’attività fisica al momento, va rimandata: “Giusto limitare l’uscita da casa per andare al lavoro, acquistare medicinali o beni di prima necessità. Possiamo accettare, seppur malvolentieri, di rimandare le attività fisiche di un paio di settimane”. L’appello del Presidente della Regione Vincenzo De Luca, in merito alla carenza di sangue, trova piena condivisione da parte di Enrico Gallozzi: “Come donatore regolare ritengo che la donazione di sangue è qualcosa di prezioso. Certamente in questa situazione è complicato convincere le persone a scendere di casa, ma è necessario fare il possibile anche su questo versante”. L’Aibi, associazione che combatte l’abbandono minorile con l’adozione internazionale, non si ferma: “Stare in casa dà il tempo e la possibilità di riflettere su tanti temi: magari coppie che prese dalla fretta quotidiana non hanno mai riflettuto sulla meraviglia dell’adozione possono fare dei passi verso questo modello di vita”. E così i nipoti si riscoprono nonni-sitter, invitando gli anziani a non abbandonare le proprie abitazioni: “L’altro giorno con mia moglie abbiamo avuto una piacevolissima video chiamata con una coppia che ha avuto due figli biologici. Hanno chiesto informazioni sull’adozione ed hanno cominciato a preparare i documenti on line al tribunale dei minori subito dopo. Gli abbinamenti proseguono anche sul versante cinese ma naturalmente al momento le partenze sono rimandate”.

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