"Doveva essere l'anno della ripresa, invece sarà l'annus horribilis".

La stagione crocieristica, fiore all’occhiello dell’attività economica del Porto di Salerno, già limitata dai lavori per il dragaggio del porto, i cui volumi di traffico già mostravano una seppur lieve contrazione, rischia di essere pregiudicata anche da fattori esogeni, legati alla crisi da coronavirus. Unica speranza – afferma Giuseppe Amoruso, responsabile dell’omonima azienda di logistica nonché di Salerno Cruises, realtà di riferimento nel settore crocieristico in città – è rappresentata dalle compagnie operanti nel settore, che stanno sfruttando una sapiente politica di marketing per non perdere la fidelizzazione dei clienti, assicurando rimborsi anche per le cancellazioni last minute. Altro comparto in crisi è quello della logistica, i cui lavoratori necessitano di dispositivi di protezione che, però, si reperiscono con difficoltà.
Amoruso, una prima criticità subito saltata all’occhio in queste settimane di epidemia riguarda la logistica. Quella alimentare regge ancora?

“E’ un problema di ordine giornaliero, ma da questo punto di vista nulla di nuovo. La nostra attività continua a funzionare proprio perchè garantiamo l’import e l’export delle merci oltre al trasporto delle stesse sui banchi soprattutto di alimentari. I trasporti ovviamente vengono eseguiti con tutte le limitazioni di sicurezza necessarie a fronteggiare il Covid 19”.
La normativa in materia, molto stringente, impone protezioni per i lavoratori “E’difficile per questo motivo recuperare tutti i dispositivi di produzione individuale come le mascherine e i guanti, e dunque facciamo fatica a garantire queste condizioni di sicurezza. Vorremmo riuscire ad avere un approvvigionamento continuativo, senza impegnarci in difficili ricerche di mercato. Altro problema sta nella rapidità delle operazioni che si sono ridotte. Dal punto di vista economico un’altra problematica riguarda il fatto che noi seguiamo direttamente le industrie, molte delle quali stanno chiudendo i battenti sia perchè sono in difficoltà nel mantenere i flussi di export sia per assicurare una sanificazione periodica degli ambienti che consenta il rispetto della normativa”.
Il vostro timore, a livello operativo, è che queste disposizioni particolarmente severe siano prorogate?

“Queste disposizioni, se rinnovate, implicheranno necessariamente un rallentamento della produzione per via del rispetto di queste condizioni. Gli adeguamenti richiedono tempo, e spesso i frutti degli stessi possono non essere raccolti per via delle difficoltà delle merci a raggiungere i loro mercati di sbocco”.


Il Decreto Cura Italia le risulta soddisfacente?

“Sicuramente i provvedimenti del governo sono un primo passo: è stato fatto qualcosa che va incontro ad un settore essenziale come quello del lavoro. Ma tutto ciò non è sufficiente, non siamo ancora tutti in grado di comprendere che queste limitazioni possano durare per molti mesi, se non addirittura ad epidemia finita. Per questo motivo ogni settore meriterà di avere un attenzione particolare da rivolgere ad ogni specifico settore di attività. Il decreto Cura Italia è un primo step iniziale che esprime le buone intenzioni del governo dal punto di vista del sostegno alle imprese, ma che andrà indubbiamente rafforzato con ulteriori strumenti di tutela soprattutto sotto l’aspetto finanziario. Stiamo infatti assistendo ad un fenomeno a catena, un effetto domino,
simile a quello che ci fu nel 2003 con il black out nazionale, che però stavolta ha per oggetto un virus e riguarda una scala mondiale. La ripartenza sarà differente da paese a paese, e questo avrà ripercussioni sul settore logistico”.


Il 2020 a quanto pare si profila l’annus horribilis anche per la crocieristica..

“Nel 2020, in quanto rappresentanti delle compagnie di armatori le cui navi da crociera approdano nel porto di Salerno, ci saremmo attesi un rilancio, prodromico alla ripresa auspicata nel 2021, con la fine dei lavori di dragaggio e con la disponibilità della banchina del porto completa. La stagione crocieristica, che dovrebbe ripartire se tutto andrà per il meglio a partire da maggio, rischia di essere molto blanda a livello di passeggeri. Al momento – e questo è importante sottolinearlo – le compagnie crocieristiche stanno evitando le cancellazioni dispensando voucher per i clienti e assicurando rimborsi anche per cancellazioni last minute in caso di forza maggiore. Questo è un dato che può farci sperare quanto meno di evitare il tracollo. Magari con la mascherina al seguito, ma contiamo di ritornare ad una vita normale”.

Andrea Bignardi

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