“È ora che qualche giovane granata esordisca in prima squadra”

di Matteo Maiorano – “Immobile? Decisiva la determinazione. Ai genitori: non mettete pressione ai vostri figli”. Usi e costumi per un perfetto allenatore delle giovanili: Salvatore Senatore, tecnico all’F6 Academy, la scuola calcio coordinata da Salvatore Fresi (uomo-riferimento dell’Inter per il Mezzogiorno) illustra quali sono  le difficoltà relative al proprio mestiere. Senatore ricopre l’incarico di allenatore delle giovanili da due decenni: “Iniziai presso la Maria Rosa di Enrico Coscia. Lì conobbi molti enfants prodige del territorio, che negli anni seguenti hanno fatto carriera”. Tra questi un certo Ciro Immobile. Il capocannoniere della serie A partì proprio dalla scuola calcio salernitana, prima di approdare alle giovanili del Sorrento: “Ciro aveva un talento naturale. Nel suo caso è stata la determinazione la chiave di volta. A quell’età i genitori fanno sacrifici molto grandi per permettere ai figli di giocare al calcio”. Quindi un monito: “Non di rado assistiamo a episodi di violenza di genitori sugli spalti, che sotto gli occhi di piccoli atleti impauriti scagliano le proprie frustrazioni interiori. In diverse occasioni sono intervenuto un attimo prima che la situazione degenerasse. I parenti mettono troppa pressione ai figli, pretendono da loro chissà quali performance o risultato. Non capiscono – commenta Senatore – che la scuola calcio non è neanche la rampa di lancio per i calciatori. La soluzione è quella di inserire organi di vigilanza della Federazione. Nelle scuole calcio, come in diversi settori giovanili del pianeta dilettantistico e professionistico quale la Lega Pro, operano non di rado persone senza qualifica”. Dopo la Maria Rosa Senatore passò alla Millenium di Luciano Carafa: “Altra esperienza estremamente positiva. Ho avuto modo di interfacciarmi ancor di più con le diverse fasce d’età”. Successivamente il trasferimento presso la struttura gestita da Fresi: “L’F6 è all’avanguardia sotto il profilo della formazione per i ragazzi. Le strutture sono di proprietà e i giovani sono molto seguiti in ogni loro passo. Ogni età riceve attenzioni diverse: ai più piccoli diamo input sull’attività motoria di base; mentre i più grandi lavorano sotto il profilo tecnico. Abbiamo inoltre sedute tenute dal nostro posturologo, che attenziona i calciatori diverse volte a settimana”. I consigli per i nuovi allenatori: “Il migliore è quello che fa meno danni. Bisogna lasciare spazio alla creatività personale. Il lavoro più importante, oltre quello sul campo, è quello sulla mentalità. Bisogna impartire dei valori per costruire delle personalità, degli uomini prima ancora che degli atleti. Chiosa finale sulle giovanili della Salernitana: “Negli ultimi anni qualche ragazzino più talentuoso è stato dirottato alla Lazio: è un processo che non nasce oggi. Non ricordo un prodotto del vivaio granata che ha fatto il suo esordio in prima squadra. E’ un problema di natura organizzativa, bisogna tessere rapporti solidi con il territorio”.

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