Erasmus a “metà” a causa del Coronavirus. L’esperienza di Alessio Lausi

di Giovanna Naddeo

Ogni anno oltre centomila i ragazzi italiani volano all’estero per motivi di studio, dal liceo fino all’università, e oltre.

Quanti siano in questo momento all’estero è impossibile dirlo, di sicuro di- verse decine di migliaia di italiani potrebbero trovarsi in un Paese straniero bloccati dall’emergenza coronavirus ormai diffusa in tutta il globo

Tra questi, Alessio Lausi, studente di Economia all’Università di Salerno attualmente in Erasmus a Iasi, città universitaria della Romania orientale, accanto al confine con la Moldavia.

Alessio, la Romania come sta affrontando l’emergenza coronavirus? «Al momento i tamponi positivi non arrivano a dieci in città. Da lunedì è iniziato lo stato di emergenza, con l’attivazione delle prime misure di contenimento come la sospensione delle attività di pub e ristoranti. Attualmente in tutta la Romania si sfiorano i duecento casi, ma bisogna am- mettere che c’è un minor monitoraggio della situazione rispetto all’Italia. Noi studenti mettiamo il naso fuori dal dormitorio solo per acquistare beni di prima necessità, come cibo o farmaci».

Quale percezione si ha in Romania della situazione italiana?

«I media locali ne parlano poco ma sono in contatto quotidiano con i miei genitori e i miei amici. Avverto nei loro occhi e nella loro voce tutta la preoccupazione per quello che sta accadendo. Spero che questo maledetto virus possa passare nel più breve tempo possibile».

E per il rientro dall’Erasmus, adesso come funziona? Sei stato contattato dalla Farnesina?

«Sono in contatto con l’Ambasciata italiana e l’Università di Salerno in attesa di un volo speciale Bucarest-Roma. Nei giorni scorsi, alcuni studenti hanno deciso di muoversi arbitrariamente e, con il blocco delle frontiere, hanno fatto tre o quattro scali prima di atterrare in Italia. Ho preferito attendere le indicazioni delle Autorità e, adesso che ci stanno arrivando le prime informazioni, siamo in fase di valutazione. Avrei voluto godermi questa esperienza in maniera diversa. È la seconda che parto per l’Erasmus, un’esperienza a dir poco meravigliosa, esperienza che ho sempre consigliato. Purtroppo il virus ci ha fermato ma spero che la vicenda si concluda nel migliore dei modi, per continuare a viaggiare, a scoprire il mondo».

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