Evasori di serie A e di serie B

di Alessandro Rizzo

Nel giorno in cui il Presidente Mattarella stigmatizza in maniera anche veemente gli evasori fiscali, Matteo Salvini mette in pratica l’esperienza maturata sul campo con Berlusconi un decennio fa e, mutuando l’operazione Alitalia del 2007/2008, forma un nuovo partito della lega, una sorta di good company, che manda in liquidazione la lega nord di Umberto Bossi, che diventa così la bad company.

A dire il vero Salvini fa meglio di Berlusconi. Il cavaliere infatti, alla proposta di acquisto da parte di Air France, con tutti i debiti, preferì spedire in naftalina migliaia di dipendenti preparatissimi e addossare al contribuente ben 7 anni di cassa integrazione. Salvini, invece, manda in soffitta un partito che deve restituire allo Stato Italiano 49 milioni di Euro in un’ottantina d’anni. A mio avviso il Ministero dovrebbe leggere in tale manovra la dichiarata volontà di sottrarsi alla restituzione, revocare di conseguenza la dilazione concessa e aggredire sia il partito sia le persone fisiche che hanno contribuito alla sottrazione. Forse si recupererebbe di meno, ma almeno si recupererebbe quando serve cioè ora. Il senatùr Umberto Bossi ha raccomandato di non fare ancora il funerale alla vecchia lega. E certo! Dovesse insospettirsi qualcuno!

Sono un garantista, credo nella nostra Costituzione, ma avrei fatto scattare le manette. Credere che la lega nord per l’indipendenza della padania verrà tenuta commissariata, alimentata artificialmente, per 80 anni solo per restituire quei soldi, equivale a credere agli unicorni. E temo che gli italiani, che a questa notizia non hanno battuto ciglio, anzi, neppure vi hanno dato risalto, credano agli unicorni.

Il MEF ci dice che nel 2019 la pressione fiscale media si è attestata sul 42% circa. Sappiamo però tutti bene che in realtà l’algoritmo utilizzato dal Ministero non tiene conto di una serie di imposte indirette, talvolta addirittura mascherate, che contribuiscono a che la percentuale si avvicini al 50.

L’uovo di colombo. Solo quello occorre. Io commissionerei alla Ragioneria Generale dello Stato uno studio, mi rendo conto piuttosto approssimativo ma non per questo cabalistico, su come si ridurrebbe credibilmente l’evasione se d’emblee lo Stato allentasse la pressione.

Sogno uno Stato con tassazione fissa al 24% e contribuzione previdenziale libera anche tramite compagnie private. Sono certo che non evaderebbe nessuno. Anzi, sono certo che l’Italia così diventerebbe attrattore di investitori esteri.

Fa bene Mattarella a scagliarsi contro gli evasori, ma meglio ancora sarebbe se si operasse seriamente in direzione dell’alleggerimento fiscale e contributivo. Le scelte assurde del passato, gli anni ’80 e i pensionati a 40 anni sono cambiali lasciate in eredità alle generazioni attuali; poi ci domandiamo perché i giovani preferiscono scappare?

Occorre avere coraggio nell’affermare la verità. Non possiamo tacere che l’evasione fiscale -lungi da me giustificarla- sia diventata in qualche modo un ammortizzatore sociale. Non è accettabile che un professionista, dopo 42 anni di contribuzione e dopo aver versato allo Stato tra tasse e contributi complessivamente la somma attualizzata di 2 milioni e 300mila Euro, vada in pensione con mille euro al mese.

Ed è il caso di smettere anche di essere convinti che ad evadere siano solo le partite i.v.a. Oggi evade chiunque. Evade anche il padre di famiglia che non può pagare il dentista per due figli e per risparmiare qualcosa chiede che non gli sia fatta la fattura.

In questo scenario, rendiamoci conto che i giovani scappano perché nessuno gli sta facendo vedere la luce alla fine del tunnel.

Rispondi