Giannattasio: «Una scommessa nata per gioco»

di Luana IZZO*

Ogni settimana la nostra rubrica parla di teatro presentando spesso compagnie filodrammatiche locali. Oggi è il turno di una giovane compagnia, “Amici a Teatro” di Pagani. A parlarcene è Alfonso Giannattasio, regista ed attore.

Alfonso, come nasce la compagnia e come mai avete scelto questo nome?

«La mia compagnia nasce un po’ per scommessa, per gioco, da una realtà inizialmente parrocchiale. Tutti i componenti frequentavano la stessa parrocchia, amici di parrocchia dunque, da qui nasce poi il nome della compagnia, “Amici a teatro»

Uno dei vostri primi spettacoli è stato scritto e sceneggiato da te, vuoi parlarcene?

«”Un avaro dei nostri giorni” nasce nel 2017 e parla con molta delicatezza di fede. Ambientato a fine anni Ottanta è una pièce teatrale ricca di spunti di riflessione, divertente anche se con caratteri drammatici, la messa in scena ha sempre tenuto alta l’attenzione del pubblico. Poi è nata “Tutta colpa del direttore” una commedia brillante che mette a confronto gli usi e costumi di diverse generazioni riflettendo su temi importanti come il lavoro e l’uso delle nuove tecnologie».

Il teatro è uno strumento di crescita molto valido. Gestite a Pagani dei laboratori per bambini?

«Si, pensiamo che i ragazzi rappresentino il futuro e che il teatro possa aiutarli a crescere arricchendoli attraverso conoscenza, confronto, emozioni».

Nell’incantevole cornice del teatro comunale Sant’Alfonso va in scena una vostra rassegna teatrale, com’è organizzata e quando si svolge?

«Il “Pagani Teatro festival” porta in scena 12 compagnie di teatro amatoriale selezionate su 46 richieste pervenute da tutta Italia che si sfidano in tre categorie: inedito, classico (compreso il drammatico) e musical. Parte dall’ultima domenica di Settembre per finire con la premiazione il 16 Maggio».

Qual è il genere teatrale che più vi rappresenta e perché?

«Non abbiamo un genere in particolare, però è sicuro che porteremo in scena sempre e solo inediti. Essendo una giovane compagnia siamo alle prime armi con la recitazione ma un punto di forza è di raccontare qualcosa di nuovo e suscitare la curiosità del pubblico».

Personalmente ti trovi a ricoprire il ruolo di regista, attore e autore, come coniughi queste tre realtà e quale meglio ti rappresenta?

«Difficile rispondere, quello che posso dirti è che coniugo i diversi ruoli con molta leggerezza ma non saprei quale mi rappresenta meglio. Posso dirti però che amo tanto scrivere».

Quali progetti in cantiere per questo nuovo anno teatrale?

«Il prossimo progetto è stato gia collaudato mettendolo in scena l’anno scorso con i ragazzi. Alla scoperta del principe della risata abbiamo preso degli spezzoni di Totò rielaborati e poi ambientati ai giorni nostri. L’intento è di fare riflettere facendo capire quanta verità, ironia, critica c’è dietro i testi di De Curtis. L’anno scorso la messa in scena da parte dei ragazzi fu un successo e quest’anno lo spettacolo sarà approfondito e portato in scena insieme agli adulti il 24 aprile in auditorium a Pagani».

*officina teatrale Primomito

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