Giorni di festa Traffico impazzito

di Pippo DELLA CORTE

Giorni di festa e traffico impazzito, binomio che amplifica uno strano clima di euforia che si respira tra Natale e l’Epifania. Code interminabili di auto affollano ogni luogo invadendo qualsiasi spazio vitale: uno scenario a cui tristemente ci stiamo abituando.

Ciò si avverte in particolar modo in quelle città che ambiscono a voler avere un ruolo nel panorama turistico nazionale ed europeo non avendo però l’adeguata preparazione per poter fare l’agognato salto di qualità.

A pesare l’assenza di un efficiente sistema di trasporto su ferro e su gomma e la permanente mancanza di ampie, soddisfacenti aree di sosta. Aspetti che saltano agli occhi e che raccontano di situazioni critiche al limite della normale sopportabilità. L’inquinamento sia acustico che atmosferico non lasciano più scampo costringendo chiunque a dover convivere con situazioni di forte disagio.

Sembra di assistere a pratiche masochistiche che vanno a confliggere con una esigenza di relax che dovrebbe, invece, accompagnare i giorni di festa. Triste paradosso che evidenzia un impazzimento dei comportamenti. Le infinite code sono una costante un po' ovunque: strade, tangenziali e autostrade narrano di un amore smisurato del popolo italiano nei confronti delle quattro ruote quasi a creare una nuova figura mitologica metà uomo e metà automobile.

Gli antichi ci hanno tramandato attraverso i loro scritti e i loro disegni la figura del centauro, metà uomo e metà cavallo. Semplice: al mutare dei tempi e delle condizioni sono mutati anche i personaggi che popolano il mondo. Per non parlare di ciò che accade nei pressi dei centri commerciali, nuove agorà al coperto dello shopping a buon mercato, dove il tempo sembra cristallizzarsi in maniera indefinita in attesa di un posto dove poter parcheggiare. Scene di isteria collettiva che sottolineano come siano cambiati in peggio usi e costumi fino a qualche decennio fa sconosciuti. Ore per trovare un parcheggio per poi immergersi in una marea umana che poco spazio lascia alla riflessione dell’acquisto.

E’ la costante irrazionale ricerca della confusione, quella che dialettalmente viene chiamata “ammuina” e che fa da sfondo e da contorno al vivere quotidiano a cavallo tra dicembre e gennaio. Allora, alla luce di tutto ciò in che modo ci si può difendere per evitare di finire in questo frullatore capace di sfinire chiunque? Quali gli strumenti e le possibilità in possesso di chi vorrebbe evitare di trovarsi imbottigliato in uno rumoroso serpentone di lamiera? La risposta può sembrare banale e caratterizzata da forti elementi di asocialità: uscire quando è necessario evitando di utilizzare la macchina almeno durante i giorni più gettonati e le ora di punta.

Camminare sembra essere l’unica strada realmente percorribile da chi intende preservare un minimo di serenità con l’obiettivo salvarsi al termine dei fatidici quindici giorni di baldoria. Alternative, purtroppo, ce ne sono poche e non sempre praticabili.

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