Governo lavora a misure choc per tutelare contribuenti e lavoratori

Uno choc fiscale per dare una boccata d’ossigeno ai contribuenti italiani colpiti dagli effetti negativi del Coronavirus. Mentre le previsioni degli analisti preannunciano una crisi recessiva per i prossimi mesi, sul tavolo del Consiglio dei Ministri vi sono una serie di interventi volti a sostenere l’economia ed i contribuenti già gravanti da pressione fiscale elevata e dagli effetti della stagnazione. Secondo quanto riporta l’agenzia ANSA, allo studio del governo vi è la sospensione dei termini per gli adempimenti e di alcuni versamenti previsti nel mese di marzo. Più in particolare, una bozza del dl Covid-19 atteso stasera in consiglio dei ministri, prevede infatti la sospensione dei soli adempimenti tributari, diversi dai versamenti e diversi dall’effettuazione delle ritenute alla fonte e delle trattenute relative all’addizionale regionale e comunale, per il periodo dall’ 8 marzo al 31 maggio 2020. Rimane ferma invece la disposizione del decreto-legge del 2 marzo 2020, che ha prorogato al 30 settembre il termine per la presentazione del modello 730 precompilato. Per quanto riguarda i versamenti, la bozza del dl stabilisce delle disposizione specifiche per sostenere i titolari di partite Iva di minori dimensioni, individuati in base ai ricavi o ai compensi non superiori a 2 milioni di euro nel periodo di imposta precedente, per i quali le vigenti misure di contenimento della diffusione del virus Covid-19 hanno determinato maggiore incidenza sulla liquidità. Per questi soggetti, si legge nella relazione tecnica della bozza, “è consentito di non procedere ai versamenti, in scadenza nel mese di marzo, relativi alle ritenute alla fonte sui redditi di lavoro dipendente e assimilato, relativi alle trattenute dell’addizionale regionale e comunale, relativi all’imposta sul valore aggiunto e relativi ai contributi previdenziali e assistenziali, nonché ai premi per l’assicurazione obbligatoria”.
Altra importante misura presente nella bozza del decreto legge è quella del credito d’imposta al 60% del canone di affitto di marzo per gli esercenti di attività d’impresa, di negozi e botteghe, con lo scopo di contenere gli effetti negativi derivanti dalle misure di contrasto al Covid-19. Un bonus da cento euro sarà inoltre erogato a lavoratori dipendenti, pubblici e privati, con reddito complessivo non superiore a quarantamila euro, che, durante il periodo di emergenza sanitaria Covid 19, continuino a prestare servizio nella sede di lavoro nel mese di marzo 2020. Il premio, per ovvie ragioni di sostegno al reddito, non concorre alla formazione della base imponibile ai fini del calcolo delle imposte dirette, ed è ovviamente commisurato ai giorni in cui il lavoro è prestato nella sede ordinaria. Il premio è attribuito, in via automatica, dal datore di lavoro, che lo erogherà se possibile con la retribuzione relativa al mese di aprile, e comunque entro i termini previsti per le operazioni di conguaglio. I sostituti di imposta recupereranno il premio erogato attraverso l’istituto della compensazione.

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