Il progetto “Vita” per strappare i ragazzi alla strada e alla mala

La prima missione di don Mario Salerno risale all’ormai lontano 2002. Da allora, non ha mai smesso di viaggiare per portare la sua parola misericordiosa tra le popolazioni povere, sempre pronto ad aiutare il prossimo, tanto da rinunciare al suo incarico di presidente dell’Istituto Interdiocesano per il sostentamento del clero al fine di dedicarsi alle sue missioni umanitarie.

Il suo ultimo viaggio è stato in Madagascar dove ha testato la povertà assoluta: «Ho fatto quasi 20 viaggi in vari paesi del terzo e quarto mondo. Le esperienze ti rimangono dentro; ti restano dentro i ricordi di quelle terre così misere e martoriate, come il Madagascar, l’Etiopia, le Filippine ma anche con tanti piccoli segni di speranza».

Il suo prossimo viaggio, in programma a gennaio, sarà in Brasile dove, con la parrocchia di Acerno, don Mario ha dato vita ad una nuova missione, in occasione del

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Don Mario Salerno durante una delle sue missioni

venticinquesimo anniversario del suo sacerdozio, per portare avanti il “Progetto vita”, per cercare di sottrarre i ragazzi alla vita di strada, alle gang e alla malavita. Un’esperienza che sta dando i suoi ottimi risultati: l’ultimo censimento ha, infatti, confermato che è scomparso il fenomeno dei bambini abbandonati in strada.

Con il “Progetto Vita”, le missionarie ospitano, in strutture rimesse in sesto, centinaia di ragazzi e adolescenti che s’impegnano in attività integrative e occupazionali, come la panetteria, utili, poi, a finanziarie altre attività come laboratori di maglieria e ceramica.

Un progetto che si sta ampliando anche a livello strutturale: «Vado lì per vedere a che punto sono i lavori. Per gennaio dovrebbero terminare, poi procederemo con l’inaugurazione» – spiega don Mario Salerno. Nel 2002, il suo primo viaggio fu in Madagascar, «una terra misera. Una miseria che colpisce il 90% delle popolazioni: le proporzioni tra mondo occidentale e del sud del mondo sono esattamente invertite. Una povertà dilagante, nella quale trova terreno fertile la corruzione che continua ad impedire progetti di sviluppo di questa terra».

(er.no)

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