Il Trono di Sagre: «Da Salerno agli States, la nostra Pasquetta a portata di click»

di Giovanna Naddeo
Fotografie supercaloriche condite con una ricca dose di buon umore. Il Coronavirus non ferma il viaggio gastronomico di Falco&Corvo, meglio noti sul web come “Il trono di sagre”, alla ricerca delle pietanze più gustose della Campania. E così, nell’impossibilità di girare aree picnic e punti ristoro, attratti dal buon odore di braci e casatielli appena sfornati, la festa è sui social network. Un racconto corale, tra foto, brevi video e tutorial dell’ultimo minuto, quello messo su dal duo battipagliese, che ha unito gli appassionati della Pasquetta in quello che è il lunedì più atteso dell’anno. «In un momento difficile e surreale causato dal Coronavirus – dicono Falco&Corvo – abbiamo pensato di riunire la nostra community in una sorta di tavolata virtuale, chiedendo a tutti di inviarci le foto delle loro pietanze supercaloriche e lipidiche, rigorosamente rispettose della tradizione. Amici dell’Irpinia, ad esempio, ci hanno mostrato torte rustiche mai viste prima, mix di nonne (e bisnonne) che avevano unito i loro saperi dalle varie province, fino a pastiere pervenute addirittura dagli Stati Uniti dove è stata fatta di necessità virtù per trovare tutti gli ingredienti, ovviando quando non era possibile ritrovare i sapori di casa. Il passaggio di mano e la comunicazione che in questi giorni ci mancano tanto, sono stati la chiave per ciò che abbiamo imparato ad amare e ritrovare in casa anno dopo anno o Pasqua dopo Pasqua. Con l’augurio che tutti possiamo addentare comunque la nostra pastiera o panariello preferiti speriamo di ritrovare prima possibile quel caro “movimento”, che poi non dimentichiamolo, mette anche appetito». E proprio dagli Stati Uniti sono arrivate testimonianze di esperimenti culinari della tradizione campana, riadattati con materie prima a stelle e strisce. «In America è impossibile reperire ingredienti come il grano cotto o ricotta vaccina di buona qualità – proseguono i ragazzi – Da qui, l’estro creativo dei nostri amici che hanno cercato di rimediare con prodotti similari come la ricotta di “Uncle Tony” o i frutti rossi al posto dei canditi. Nonostante la lontananza, le pastiere sono riuscite. Quest’anno ci è mancato tantissimo lo strano gesto che si ripete in maniera liturgica: fare tante pastiere da regalare. Di cinque pastiere che varcano la porta di casa almeno altre dieci ne tornano. Ma tra tutte queste dieci, siamo sempre in grado di riconoscere quella di casa nostra. E’ stato bello sapere che gli amici italiani negli Usa hanno rispettato la tradizione, regalando le loro pastiere ai vicini statunitensi. La solidarietà non va mai in quarantena».

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