Imma Vietri (FdI): «Code all’Usca, calvario inaccettabile per i cittadini»

Un’altra giornata d’inferno per chi si è dovuto recare all’Usca di Salerno per sottoporsi al tampone. Questa mattina (lunedì 15 febbraio) si è ripetuta l’ormai usuale scena delle auto in coda nella zona di via Allende per raggiungere la struttura. «Viviamo una situazione paradossale – sostiene Imma Vietri, dirigente di Fratelli d’Italia –Le Unità di Speciali di Continuità Assistenziale, nate per fronteggiare l’emergenza pan-demica, rischiano di diventare una complicanza per chi è già alle prese con il Coronavirus o teme di essere stato contagiato. E tutto questo non certo per colpa del personale che, con grande abnegazione, sta garantendo il servizio, ma per un male atavico che è quello della burocrazia mista alla disorganizzazione. È assurdo che nella città di Salerno sia funzionante solo una Usca quando, numeri alla mano dovrebbero essere almeno due». I numeri a cui l’esponente di FdI fa riferimento sono quelli contenuti nel decreto del marzo dello scorso anno che ha istituito le Unità Speciali, nel quale si stabiliva che fossero una ogni cinquantamila abitanti. «Nel caso di Salerno, che ha oltre centomila abitanti, il conto è presto fatto e vuol dire che dev’essere istituita almeno una seconda Usca. Del resto, i conti non tornano neppure nel resto della provincia perché l’Asl ne indica 13 in un territorio di un milione di abitanti».

A pagarne le conseguenze sono i cittadini, costretti a lunghe attese in auto per poter effettuare il tampone. E questo anche nel caso debbano verificare, dopo essere stati colpiti dal virus, se si sono “nega-tivizzati” o meno. «Spesso si tratta di persone che non sono ancora guarite e che, già debilitate dal virus e dalle cure a cui si sono dovuti sottoporre, devono affrontare anche questo calvario – denuncia la dirigente di Fratelli d’Italia – Senza contare che, probabilmente proprio a causa del ridotto numero di strutture ope-rative, chi è in attesa del tampone di verifica è costretto ad aspettare anche più giorni del dovuto prima di potersi sottoporre al test. Con ricadute negative anche dal punto di vista economico visto che queste persone non possono riprendere la propria attività lavorativa».

Imma Vietri lancia un appello: «Se davvero si vuole imboccare la via d’uscita dall’emergenza, non ci si può concentrare sulla sola campagna di vaccinazione tralasciando il resto. Occorre tutta una serie di misure, attive e passive, di contenimento. Le strutture sanitarie attivino subito le Usca che sono necessarie sul territorio salernitano e la Regione vigili affinché vengano rispettati i parametri previsti da un decreto entrato in vigore ormai 11 mesi fa».

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