In tempo di guerra, completamente operanti il diritto alla salute e il valore irrinunciabile della solidarietà umana

di Marco Grossi*

A causa della emergenza sanitaria, dovuta al propagarsi sul nostro territorio nazionale del Covid-19, non solo le abitudini e consuetudini  dei cittadini si sono completamente stravolte, incidendo profondamente sull’equilibrio psicologico e sistema nervoso di famiglie, lavoratori disoccupati, anziani e giovani, ma soprattutto abbiamo assistito ad una progressiva   limitazione prima e uno conseguente sospensione dopo, della maggior parte delle libertà fondamentali codificate e sancite dalla  Costituzione Italiana, dai Trattati Europei e dalla Carta dei diritti fondamentali. La libertà di riunione, la libertà di associazione, la libertà di svolgere in gruppo la propria professione di fede, la libertà di praticare lo sport. Sul fronte della normativa europea, ha subito una sospensione la libertà di circolazione delle persone, che è stata una delle libertà sulla quale si è fondata la costruzione dell’Europa e del successivo progresso di integrazione. Mentre sia a livello interno che secondo la normativa europea, rimangono completamenti operanti tutte le normative e le misure ad esse collegate finalizzate alla tutela e al rispetto della dignità umana, della democrazia, del rispetto dei diritti umani (la salute ovviamente in primo luogo). E oggi grazie al grandissimo lavoro che sta svolgendo tutto il personale sanitario (medici , infermieri, farmacisti, oss,) che il diritto alla salute sta trovando una effettiva, immediata  e concreta tutela, in questo tempo di guerra, dove si muore non per colpa dei proiettili ma a causa del Virus.

La limitazione ovvero la sospensione di alcune libertà fondamentali è giustificata dalla necessità e dalla urgenza di evitare l’ulteriore diffondersi del Virus e quindi del numero dei contagi, ma tale limitazione è finalizzata alla tutela precipua del diritto alla salute, quale diritto fondamentale della persona e interesse della collettività, come recita l’articolo 32 della Costituzione Italiana.  La Salute per la Costituzione rappresenta l’indispensabile presupposto  per il godimento di tutti gli altri diritti costituzionali e  il nostro ordinamento riconosce  il diritto alla vita e alla integrità fisica, che trova una tutela indiretta nell’articolo 27, che vietando la pena capitale per i reati commetti dalla persona, attribuisce alla vita umana il carattere di intangibilità assoluta , ponendo la persona umana e i suoi diritti inalienabili, sia nella sua dimensione individuale che in quella sociale, al vertice dell’ Ordinamento Giuridico Italiano.

Occorre però aggiungere una ulteriore riflessione, forse la piu’ importante, in questa fase difficile, causa pandemia da Coronavirus, alcuni valori, che non hanno solo una dimensione giuridica, come quello della solidarietà e della leale collaborazione, valori che connotano l’ordinamento Ordinamento Repubblicano, sono piu’ che mai operanti e decisivi ai fini della cessazione della emergenza sanitaria ancora profondamente in atto. La solidarietà deve esserci nei confronti di tutte quelle famiglie e quelle persone che a causa del Coronavirus hanno perso il posto di lavoro e non hanno altre fonti di sostentamento. Mentre la leale collaborazione riguarda tutti i cittadini e si concreta nel rispetto dei comportamenti responsabili (come lo stare a casa o il distanziamento sociale), che ad oggi rappresentano la prima e fondamentale arma per tutelare la salute di tutti.  E infine, in questa fase così delicata, sarebbe opportuno evitare polemiche strumentali o strumentalizzazioni senza costrutto, perché, come sopra citato, è il tempo della solidarietà, della leale collaborazione e della massima responsabilità a tutti i vari livelli.

*dottore in Giurisprudenza e vicesindaco di Grottolella (Av)

Rispondi