La dottoressa Concetta De Rosa scrive a Servalli: “Ora serve proteggere i medici di base”


Dalla dottoressa Concetta De Rosa di Cava de’ Tirreni l’allarme al sindaco Vincenzo Servalli circa quanto potrà servire nella “fase 2” dell’emergenza Coronavirus. Una lunga lettera al primo cittadino metelliano e componente dell’Anci, in cui elenca le necessità dei camici bianchi in città.

“Noi Medici di Cava de’ Tireni ci siamo ritrovati ad affrontare una grave emergenza, che ci ha visti tutti coinvolti. Le autorità, con direttive tempestive, hanno limitato il contagio nel nostro territorio garantendo continuità nell’assistenza sanitaria. Lo scenario sta gradatamente cambiando e sarebbe indispensabile uscire dall’isolamento usando strategie a, medio e lungo termine capaci di eliminare, o quanto meno limitare al massimo, i danni da coronavirus in attesa del vaccino o di una terapia definitiva.
Lo scenario passa dalla terapia intensiva al territorio interessando i Medici di Medicina Generale nelle cui mani resta il compito dell’ individuazione e gestione domiciliare dei pazienti in generale e, soprattutto, di quelli Covid 19 che , per non vanificare tutti gli sforzi fatti finora col distanziamento sociale, dovranno essere trattati rapidamente così da fermare il decorso della malattia. Solo monitorando l’immunità specifica della popolazione, ad intervalli regolari, sarà possibile controllare lo stato della situazione e prevedere in anticipo un possibile ritorno del virus e mettere in atto le idonee misure di contenimento .
Al fine di svolgere serenamente e tranquillamente questo nostro fondamentale lavoro, sarebbe opportuno che siano disponibili le seguenti dotazioni e servizi:
• DPI completi ( mascherine FFP2, guanti monouso, camici monouso, occhiali di protezione e detergenti) che possano proteggere medico e paziente da possibili contagi.

• Possibilità di richiedere tamponi diagnostici e/o test sierologici per la valutazione dell’immunità della popolazione, sia per pazienti sintomatici che per la popolazione a rischio contagio (determinate categorie di lavoratori);

• Protocollo terapeutico standardizzato, univoco e riconosciuto dal Ministero della salute, per pazienti covid 19 o sospetti tali, che il MMG potrà seguire a domicilio con la possibilità di prescrivere anche farmaci per covid, alcuni dei quali attualmente off label coinvolgendo anche la Farmacia Territoriale per la dispensazione.

• Sviluppare una programmazione condivisa per la creazione di una piattaforma di lavoro in telemedicina, auspicabilmente condivisa da tutti i Direttori di Distretto, già in via di sperimentazione su tutto il territorio nazionale, per la gestione da remoto di tutti i pazienti garantendo così un’assistenza sanitaria completa e proiettata a quel futuro che, in questa contingente emergenza, è già arrivato”, conclude la dottoressa.

ar

                                                                                                         

Rispondi