La filiera della zootecnia in crisi. Vendite in calo rispetto al passato

Anche il settore primario, nonostante non vi siano particolari restrizioni nella vendita, soffre la crisi. A mancare infatti è il rapporto diretto tra clienti, coltivatori ed allevatori che rappresentava il core business di molte aziende, su tutte quelle zootecniche, che sono ormai al collasso. A tracciare il fosco quadro del tracollo è il vicedirettore della Coldiretti Salerno Vincenzo Galdi. Anche il mercato di “Campagna Amica” allestito nella chiesa di Sant’Apollonia a Salerno, era stato costretto a chiudere i battenti nel rispetto delle nuove disposizioni normative. Ma, assicura Galdi: “Cercheremo di non interrompere questa bellissima esperienza, puntando sulla vendita a domicilio”.
Il settore primario è in crisi nonostante i rifornimenti di alimentari siano assicurati: quali comparti soffrono maggiormente?

“In ginocchio è andata in particolare la filiera della zootecnia. C’è un consumo minimo di mozzarella di bufala rispetto al passato, in quanto buona parte della produzione rimane invenduta. Proprio per via del calo dei consumi garantiti da parte della ristorazione si è creato un problema di smaltimento del latte”.
I caseifici erano divenuti negli ultimi anni dei veri e propri poli d’attrazione, soprattutto nella zona di Paestum.. “Infatti una ripercussione negativa è stata l’interruzione dei flussi commerciali per tutti quei caseifici che nella Piana del Sele avevano
fatto del loro core business la vendita diretta. Il latte bovino, invece, tutto sommato si salva in quanto la Centrale del Latte comunque sta ancora procedendo a ritirare il latte dalle stalle. Gli stessi caseifici che lavorano il latte vaccino sono meno in crisi per via dei tempi più elevati di conservazione di formaggi stagionati. Un blocco totale lo registriamo per quanto riguarda il settore florovivaistico”.
E’complesso indicare dei dati numerici: a quanto ammontano le perdite?

“La settimana scorsa ho avuto modo di ascoltare il grido d’allarme di operatori del settore che contano perdite per centinaia di migliaia di euro, se non milioni ciascuno. Proprio per questi motivi attendiamo misure per la facilitazione dell’accesso al credito, altrimenti si rischia il default assoluto. L’agricoltura apparentemente non soffre ancora quanto altri settori, ma in una prospettiva di breve periodo – ovvero di qualche giorno – si rischia il collasso anche in questo caso”.
Anche un’oasi felice come il mercato di Sant’Apollonia ha dovuto chiudere i battenti

“Ci è stato negato il permesso a partire dallo scorso fine settimana, ma siamo riusciti ad attivare comunque un canale di vendita a domicilio in modo da non perdere la fidelizzazione della nostra clientela con la quale avevamo instaurato un consolidato rapporto di fiducia”.


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