La fortuna di vivere in una città di mare

Di Daniela Pastore

Al primo raggio di sole, chi ha la fortuna di vivere in una città di mare, lo cerca. Ma possono convivere bellezze paesaggistiche con rifiuti ingombranti? Si può trovare conforto nell’ammirare i due fratelli di Vietri, il mare cristallino e provare rabbia per una spiaggia abbandonata? Purtroppo, si. La spiaggia libera della Baia di via Ligea è uno degli arenili, a netto del degrado, più belli e suggestivi di Salerno, ma si presenta agli occhi di chi cerca un posticino per respirare iodio e assumere vitamina D come una vera discarica. Intere famiglie si recano lì per concedersi un po’ di relax e facendosi strada tra un rifiuto e l’altro scelgono il loro “spazio vitale”. Si guardano intorno, misurano le distanze, sospirano rassegnati all’abbandono e poi si collocano. Si ritagliano un quadrato fatto di sabbia e di tutto un po’ e poi sguinzagliano i loro piccoletti bramosi di giocare e toccare la sabbia. Ma come si fa a dire ad un bambino, non toccare la sabbia perché è sporca? Sui loro volti stanchi di dad, appare un broncio. Eppure chi vive in una città di mare potrebbe vivere il mare tutto l’anno. Non solo d’estate. A netto di qualche giornata di pioggia e di freddo, sulle nostre tante e lunghe spiagge si potrebbe andare sempre. Il mare è parte integrante della nostra città. Ma c’è un mare di lavoro da fare! Andrebbe ripulita dai rifiuti e sanificata. Non bastano le lodevoli iniziative di volontari che ripuliscono le spiagge, compiendo ogni volta la “fatica di Sisifo” per raccogliere rifiuti provenienti non solo dalle mareggiate, ma anche dall’inciviltà. C’è bisogno di una nuova visione dell’idea di città di mare, sia per i residenti che hanno il diritto di godere di questo bene comune, sia per chi viene in visita alla nostra città, porta d’ingresso della Costa d’Amalfi. Il degrado di questa spiaggia – anche le palme che ti porterebbero a sognare di stare in un paese esotico chiedono aiuto- non è l’unico da segnalare. Più ci avviciniamo al centro cittadino, più ci rendiamo conto che chilometri di spiaggia sono sottostimati e vengono considerati patrimonio da gestire solo durante la stagione estiva. In una città costiera, il benessere di una comunità si misura anche in base al rapporto con il mare. E’ direttamente proporzionale. Più lo vivi, più sei felice.

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