La rivincita degli affitti nell’estate ai tempi del Coronavirus

Ritornano in voga le locazioni mensili e stagionali

Tariffe alle stelle per soluzioni fronte mare. Fuga dai villaggi turistici verso le case indipendenti

di Andrea Bignardi

Con il Coronavirus ritorna l’estate “all’italiana”. Se il settore alberghiero arranca quello delle case vacanza regge ed anzi potrebbe migliorare le proprie performance rispetto agli anni precedenti. Una tendenza, questa, che si riscontra anche nel Cilento, dove mentre gli hotel sono in oggettiva difficoltà le agenzie immobiliari e le case vacanza riescono a fissare le prime prenotazioni della stagione. La ricerca di indipendenza e il timore della convivenza forzata in grandi strutture, come i villaggi turistici, indubbiamente caratterizzati da promiscuità e ambienti condivisi, spinge alla ricerca di alternative. E, quindi, verso un ritorno al passato. I segnali che giungono dalle piattaforme online per la prenotazione, in tal senso, sono emblematiche. Su “Booking” per alcune delle località più popolari del Cilento, da Paestum a Palinuro, già si rasenta il tutto esaurito per appartamenti indipendenti, con giardino e – possibilmente – con discesa a mare. All’aumentare della domanda crescono di pari passo anche i prezzi, tenendo conto però delle commissioni (in media del 15%) che questi portali trattengono a titolo di remunerazione.

LE TARIFFE

Prendendo a riferimento la settimana più ambita, ovvero quella che va dal 14 al 21 agosto, le tariffe per una casa in affitto a Paestum, a due passi dal mare, per una famiglia di quattro persone, spaziano in media tra gli 800 e i 1000 euro, con punte perfino più alte nel caso di soluzioni di maggior pregio. Cifre non troppo lontane da quelle di alcuni alberghi a quattro stelle, che però pagano lo scotto dell’emergenza Covid e di una maggiore ritrosia da parte della clientela. Oltre che di costi maggiori da sostenere per la pulizia e, più in generale, per la gestione della struttura e dei suoi confort. Per tariffe più convenienti, intorno ai 500-600 euro a settimana, occorre spostarsi abbastanza dal centro e dal mare, optando per Gromola o Cafasso. Scendendo ad Ascea, la musica non cambia: le case in centro prenotabili attraverso la piattaforma Booking sono tutte esaurite. Occorre spostarsi di almeno un km per trovare una spaziosa residenza fronte mare ad oltre 1600 euro, se non si vuole optare per immobili decisamente meno prestigiosi e lontani sia dal centro che dalla spiaggia, e ripiegare al di sotto di quota mille euro. Quasi tutto esaurito anche ad Acciaroli, con poche soluzioni intorno ai 900 euro: occorre spostarsi nelle frazioni montane di Montecorice, oppure a Perdifumo, San Mauro Cilento o Serramezzana per trovare un appartamento o un b&b disponibile a 400-500 euro a settimana. Poco più occorre per Castellabate. Per una casa in centro e vicina alla spiaggia a Palinuro o Marina di Camerota, occorrono mediamente tra i 1000 ed i 1200 euro: anche qui le disponibilità, stando al web, sono maggiori ma già abbastanza scarse.

LE TENDENZE

Non sempre, però, i dati virtuali rispecchiano il mercato reale. Il web offre infatti una fotografia che non riesce a rappresentare puntualmente realtà particolari, dove spesso le prenotazioni si realizzano ancora con canali tradizionali o basandosi su rapporti di clientela consolidati nel tempo. E che in molti casi non guardano assolutamente al rischio Covid-19. “I potenziali clienti non vedono le misure sanitarie come qualcosa di necessario: finora non ho ricevuto nessuna richiesta di informazioni sul protocollo che adotteremo in struttura per effettuare gli interventi di sanificazione”, afferma Pasquale Miano, la cui famiglia è attiva da decenni nel settore delle costruzioni, dell’immobiliare e dell’accoglienza turistica, con due strutture site tra Paestum e Ascea. Anzi, curiosamente, aumentano le richieste di appartamenti da condividere con amici e familiari. Segno, forse, di disponibilità economiche limitate a causa del lockdown. “Mi stanno arrivando – continua – richieste da parte di grandi nuclei familiari, che viaggeranno, come accadeva una volta, anche con nonni e suoceri al seguito”. “Da parte nostra non abbiamo fatto nessun ritocco ai prezzi – aggiunge l’agente paestano – Ma devo notare che quest’anno almeno per il momento sono arrivate meno contestazioni sulle tariffe applicate rispetto al passato”. Segno che probabilmente qualcosa nel mercato sta cambiando: “Molte delle richieste che abbiamo ricevuto, per ora prevalentemente della regione, provengono da clienti che in passato avrebbero optato per i villaggi turistici e quindi la loro disponibilità economica è maggiore”. Ma è sulla durata del soggiorno che si assiste a un vero e proprio ritorno al passato, grazie allo smart working che consente di lavorare in molti casi anche a distanza. “Non manca chi sceglie di fittare l’appartamento per tre mesi con tutta la famiglia come accadeva decenni fa – continua – Ad Ascea sono tornate anche le richieste mensili scomparse da tempo. Oppure c’è chi sceglie di spezzare le canoniche due settimane di ferie in tanti piccoli tasselli, opzionando tutti i fine settimana di un mese”.

Pasquale Miano

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