L’alma orientale e la penna da veterana: il saluto dei tuoi ragazzi

di Matteo Maiorano – 사랑 (lett. salang) da una parte all’altra del mondo. L’avrebbe letta lei per tutti noi, come ha sempre fatto in diverse circostanze quando, a lavoro e in famiglia, ha trasmesso il suo immenso ed umile sapere. 사랑 significa amore. Quell’amore che lei meglio di tutti è riuscita a cucire nel quotidiano, lasciando un segno importante del suo passaggio. L’amore per una professione, il giornalismo, della quale è diventata un’icona. Mai alla ricerca dello scoop, sempre al servizio del sacrificio. Questa era Marta, nelle sue sfaccettature di collega e amica. Perché quando c’era da bacchettare e da rimproverare, non si è mai tirata indietro. Sempre per fare passi avanti, mai per scavalcare. E benedetta sincerità! Ne avrebbe bisogno il settore e il mondo intero, spesso pieno di quella ipocrisia che Marta da sola spazzava via dagli ambienti. All’Alma, dove ha trascorso un segmento importante della sua vita, ha trasmesso il suo carattere da guerriera e la sua anima da orientale. Mai una parola oltre le righe, sempre un discorso sopra la media per alzare l’attenzione sui problemi reali. Quello di sabato è stato il ricongiungimento di due veri e propri mondi di Marta. I granata si sono spesso rifugiati nelle sue parole nei momenti difficili: come lo scorso anno, con la salvezza guadagnata sul filo di lana a Foligno. Era con i ragazzi, quando ribaltarono il risultato d’andata portando a termine il discorso salvezza ad un passo dal baratro. Al PalaTulimieri, la sua seconda casa, la sua grande famiglia si è ritrovata a renderle ancora omaggio. Lo farà ogni qual volta scenderà in campo, ad ogni rete, ogni gol mancato, ascoltando l’eco del tuo rimprovero. I tuoi ragazzi de L’Ora di Cronache, il tuo settimanale, la tua creatura, la sintesi della tua attenzione ai dettagli, stanno provando a tenere alto il tuo nome. Sarà difficile, perché hai lasciato un vuoto immenso. Prima della partita i ragazzi hanno indossato una maglietta che ha ricordato la sua Corea, il suo posto nel mondo a cui spesso faceva visita, tornando con l’entusiasmo di una ragazzina, pur sempre veterana. La sua immagine con la macchina digitale, disegnata sullo striscione posto ad inizio partita in tribuna, sarà emblema del tuo fotografare la realtà esattamente per quella che è, senza mai sforare negli eccessi o trascurare qualche particolare. “Per sempre insieme!” recita lo striscione: e allora continua a sostenerci, ogni tanto alza la voce, ed accompagnaci. Ne avranno bisogno i tuoi “ragazzi”, che nel loro futuro ripartiranno dalle lezioni impartite. Ne ha bisogno l’Alma, per conquistare la salvezza, come accaduto in occasione della trasferta contro il Foligno. Come quando c’eri tu. Come quando tutto era più facile. E tutti ci aggrappavamo a te.

Rispondi