L’attualità di De Mita

di Andrea Pellegrino

«Oggi assistiamo alla solitudine di chi pretende il potere e alla presunzione del consenso che rende plurima la rappresentanza. Faccio fatica, oggi, a individuare un leader che possa vantare complessità e semplicità del suo pensiero in maniera contemporanea». Ciriaco De Mita, ad oltre 90 anni, e con tanto di fascia tricolore del suo Comune, ha ancora la forza e la lucidità di un politico in ascesa. Le istituzioni le conosce tutte: da Palazzo Chigi fino a Palazzo di Città a Nusco. «Credo di essere il politico che ha selezionato più classe dirigente».

L’ultimo ragionamento del leader di Nusco arriva dall’Università e dal confronto con il giornalista Marco Damilano. Vuoto politico e improvvisazione, le parole chiave di De Mita, nella narrazione dello scenario attuale. Nessuna operazione nostalgia: forse De Mita è tra i dc che non ha ripescato a piazza del Gesù la soluzione per tornare in campo.

Probabilmente sa bene che quell’epoca non tornerà. Fa parte della storia, bella o brutta che sia, ma fa parte del passato. Serve memoria per costruire il futuro: «Raccolgo numerose sollecitazioni in giro per la Campania, sintomo di un desiderio di rinascita culturale senza precedenti, di fronte al vuoto della politica attuale». Un riferimento a Renzi, Salvini ma anche ai Cinque Stelle.

«I pentastellati? Confesso che all’inizio mi erano simpatici, fino a quando hanno svestito i panni dell’attore del desiderio e hanno indossato quelli di coloro che dovrebbero trovare la soluzione ai problemi. Nel passaggio, lo sbaglio». La prossima sfida? Naturalmente le elezioni regionali in Campania. A favore di chi? I due forni, a quanto pare, sono già accesi.

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