L’inaugurazione dell’anno giudiziario alla Cittadella Giudiziaria

Di Erika NOSCHESE

L’inaugurazione dell’anno giudiziario della Corte d’Appello di Salerno si “trasferisce” alla Cittadella Giudiziaria, in presenza delle massime autorità civili e religiose.  A fare gli onori di casa, il presidente della Corte d’Appello di Salerno che, nel corso della sua relazione, ha fatto un bilancio complessivo. Attenzione puntata anche sul trasferimento degli uffici giudiziari, presso la Cittadella, iniziato nel 2017 con gli edifici A,B,C mentre il progetto è poi andato avanti con la stipula del secondo contratto di comodato il 23 luglio 2019, per gli edifici D, E e F mentre nel mese di novembre dello stesso anno è stato avviato lo spostamento della Procura della Repubblica cui seguirà, entro i prossimi giorni, quello della Corte d’Appello e poi gli uffici della Procura generale. Presente all’inaugurazione dell’anno giudiziario anche il governatore della Regione Campania Vincenzo De Luca che rivendica il merito per la realizzazione della struttura: “Sono quello che ha deciso di fare qua la cittadella, c’è voluto coraggio per individuare quest’area. E’ stato un lungo calvario, ce l’abbiamo fatta e siamo soddisfatti”, ha detto infatti il presidente di Palazzo Santa Lucia che coglie l’occasione per puntare il dito contro la riforma della prescrizione: “Mi auguro che non vada avanti questa scellerata riforma ipotizzata di eliminazione della prescrizione. Non si può scaricare sui cittadini il ritardo e l’inefficienza del sistema giustizia nel nostro Paese. Questo mi sembra un passo clamoroso e inaccettabile verso l’imbarbarimento giudiziario dell’Italia. Rischiamo di produrre effetti opposti. Einadi diceva: per fare leggi bisogna conoscere. La conoscenza oggi è un optional – ha infatti detto il governatore – C’e’ un problema che a mio parere resta irrisolto. Il rapporto tra giustizia amministrativa e penale. Una grande questione che l’opportunismo politico della classi dirigenti non riesce ad affrontare e risolvere”. “Non è possibile confondere piano amministrativo e piano penale, non è possibile tenere in piedi una figura di reato come l’abuso in atto d’ufficio che è assolutamente indefinita e che non distingue tra un percorso amministrativo che può essere sbagliato e quelli che sono i ladri anche nella pubblica amministrazione. Questo crea un clima di paura e di preoccupazione per cui ormai in Italia nella pubblica amministrazione nessuno firma niente per paura d’incorrere in questo reato. Mi auguro che nella nuova stagione si affronti questo problema e si chiarisca la differenza tra piano amministrativo e piano penale”, ha poi aggiunto il presidente della Regione.

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