Lo ‘struscio della Befana’ (che non c’è), i vaccini a rilento e l’arcobaleno della Speranza

di Andrea Pellegrino

Pare che non si ricordi il famoso ‘struscio della Befana’, eppure oggi è zona rossa. Oggi è il classico provvedimento che non trova nessuna giustificazione, se non quella di creare ulteriore danno ad alcune attività commerciali.

Diciamola tutta, in queste vacanze natalizie, dove la zona rossa è stata roseé (volendo dirla alla De Luca) a pagare un caro prezzo sono stati i negozi di abbigliamento e a seguire tutto il resto, ristorazione e bar. Per non quantificare poi tutto il comparto ricettivo e turistico che ancora non trova nessuna luce, e neppure una lampadina, in fondo al tunnel.

In nottata l’ultimo Consiglio dei Ministri che ha ridisegnato l’arcobaleno e ha fatto slittare (a poche ore dall’apertura) l’avvio della scuola, o parte di essa. Il tutto nel bel mezzo di un braccio di ferro tra Conte e Renzi che si concluderà, in un senso o nell’altro, con molta probabilità, nelle prossime ore. Sta di fatto che l’Azzolina è stata smentita ma resta ancora lì. Sta di fatto che alle 24 passate di questa notte è stato sollevato il caso dei trasporti, vero problemone dell’apertura delle scuole.

Poi l’arcobaleno, appunto: oggi rosso, domani pure. Il 7 e l’8 forse giallo, poi il weend arancione, da lunedì sì vedrà. C’è chi addirittura ipotizza una zona bianca, o forse franca. O chissà quale altro colore s’inventeranno. Naturalmente salvo che fino a lunedì resterà in piedi questo governo, con Conte o no. Sì perchè dopo il Conte I, quello II è in arrivo il Conte ter. Ed inoltre, sempre che, per noi Campani, Vincenzo De Luca non cacci una delle sue ordinanze notturne per ribaltare ciò che è stato decisio a Roma.

Questione vaccini. A sentire Gallera (assessore al welfare della Lombardia) ci sarebbe da mettersi le mani nei capelli. Da mesi e mesi siamo rinchiusi a casa, osserviamo le restrizioni, forniamo tutti i fatti nostri attraverso una autocerficazioni, limitando tutte le libertà personali conquistate nel tempo, ma negli ospedali c’è chi non può vaccinarsi perchè il personale è in ferie. Probabilmente (ci auguriamo) non sarà cosi. O almeno ci auguriamo che Gallera abbia esagerato. Un dato è certo: per ora i vaccini si contano su poche dita delle mani e il piano sarebbe ‘in divenire’ secondo lo stesso super commissario Arcuri, incaricato un pò di tutto in Italia che nelle ultime settimane si sarebbe preoccupato più di disegnare una primula invece di avviare una massiccia vaccinazione di massa che ci leva (speriamo) dalle scatole il virus. Quanto ai no vax, sono sostenzialmente un falso problema: è e resterà una minima minoranza e più si parla di loro e più importanza li si da. Meglio, in pratica, concentrarsi sul da farsi. Un pò come stanno facendo gli altri stati del Mondo, senza voler scomodare l’eccellente sistema Israele.

Infine, nel mentre i ‘tvirologi’ già preannunciano una terza ondata (sulla linea della medicina difensiva) ci affidiamo nuovamente alla fortuna, quella che ci ha assistito fino ad oggi, a gran parte di noi.

Ad El Alamein si dice che mancò la fortuna, non il valore. In questo caso, per noi, in Italia: mancò il valore, non la fortuna.

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