Luci e freddo, l’impegno h24 della Croce Rossa

di Giovanna Naddeo

Giubbe rosse in azione, sempre pronte a prestare assistenza e soccorso a coloro che ne hanno più bisogno. E’ quanto accaduto lo scorso venerdì pomeriggio quando, in seguito al forte maltempo abbattutosi sulla città di Salerno, i volontari del comitato locale della Croce Rossa sono intervenuti per soccorrere due persone rimaste intrappolate in auto a causa della caduta di un albero, le cui fronde hanno trascinato a terra alcune installazioni luminose.

Grazie all’intervento dei volontari e dei Vigili del Fuoco tutto si è risolto per il meglio e la viabilità è stata ripristinata senza particolari difficoltà. «Garantiamo un servizio h24, 7 giorni su 7. Quando occorre, noi siamo in prima linea». Sono le parole di Antonio Carucci, direttore della Croce Rossa Italia di Salerno.

Carucci, quali misure avete messo in atto per il periodo di Luci d’Artista?

«Garantiamo un servizio h24 presso i nostri presidi in via Roma, ai quali vanno aggiunti altri due equipaggi in pronta partenza durante i fine settimana, unitamente all’ambulanza in postazione fissa nella zona portuale, dalle ore 8 alle ore 2 del mattino, e all’equipaggio di via Vernieri. Siamo presenti sul territorio, pronti a prestare assistenza e soccorso in qualsiasi momento. Per il momento, non abbiamo registrato criticità, escludendo il maltempo di venerdì scorso, ovviamente».

A quanto ammonta il numero di volontari?

«Il Comitato di Salerno raccoglie le unità territoriali dei comuni di Acerno, Battipaglia, Bellizzi, Bracigliano, Castel San Giorgio, Giffoni Sei Casali, Mercato San Severino, Pontecagnano, San Cipriano Picentino e Salerno. Contiamo oltre 700 volontari, per lo più tra i 30 e i 40 anni, eppure non mancano elementi ancora più giovani. Sono all’incirca 200. Nel frattempo siamo impegnati nella nuova campagna di reclutamento volontari. I corsi inizieranno a gennaio e si terranno nella nostra sede storica in via Roma, 258».

Prosegue l’impegno volto alla prevenzione delle malattie sessualmente trasmissibili, in particolar modo tra i giovanissimi. Dalla sua esperienza, a che punto è il livello di consapevolezza?

«Direi buono. I ragazzi partecipano con slancio e motivazione. A Battipaglia, ad esempio, stiamo portando avanti una grande campagna di sensibilizzazione con il supporto di giovani medici e giovani volontari. Tendiamo a formare gruppi appartenenti a una medesima fascia d’età così da favorire un maggior dialogo. C’è sempre tanto da fare in merito».

Prossimi progetti?

«A breve riprenderemo il servizio in vista dell’emergenza freddo. Da sei anni siamo impegnati nella distribuzione di viveri e bevande calde ai senzatetto e continueremo con la nostra attività».

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