Massimo Canzano: «Il ruolo pedagogico della commedia»

di Luana Izzo

Un piacere per me ospitare Massimo Canzano, attore, regista ed autore teatrale di brillanti commedie, alcune delle quali ho avuto modo di interpretare anche recentemente.

Massimo, attore, regista, autore, quale il ruolo che ti rispecchia di più… «Faccio l’attore, mi diverte, ma se devo essere sincero non impazzisco per il palcoscenico, mi piace di più dirigere, occuparmi di regia ma soprattutto scrivere per il teatro. Sono un artigiano, mi affascina la creazione, l’innovazione, ricer- care idee. Ho ricoperto come attore ruoli importanti anche a livello cinematografico come nel film “Il sogno nel casello” di Bruno de Paola, uno dei registi di “Un Posto al Sole”, con Pietro Pignatelli che è stato uno dei fondatori della compagnia teatrale Megadera di San Giorgio a Cremano che esiste ormai da trent’anni e di cui faccio parte. Abbiamo portato in scena tantissimi lavori teatrali di importanti autori come Scarpetta, De Filippo, Pi- randello, Viviani, Garinei, Giovannini e tanti altri».

Un aneddoto che ricordi della tua crescita artistica e professionale? «Riguarda proprio Pietro Pignatelli. Stavamo preparando una commedia di Scarpetta e io avevo una piccola parte, ero il cameriere ed entrato in scena sba- gliai la battuta e mi fermai. Pietro mi fece una partaccia che ricorderò per tutta la vita perché una volta saliti sul palcoscenico lo spettacolo deve andare avanti, sempre».

Quando inizi a scrivere?

«Nel 2005 sentii l’esigenza, insieme a mio fratello Domenico, di scrivere una commedia perché nei diversi cartelloni teatrali si portavano in scena sempre gli stessi spettacoli. Questa commedia di chiamava “Che s’adda fa pe’ campà” ambientata nel ’46 ed ispirata al testo di Curcio Malaparte “La pelle” riguardante lo spirito di sopravvivenza dei napoletani in quell’epo- ca. Da allora sono passati 15 anni ed ho scritto 22 commedie, prima con mio fratello poi in collaborazione con l’amica Eva De Rosa che ogni anno vengono rappresentate da compagnie filodrammatiche e non su tutto il territorio nazionale».

Come mai solo commedie?

«Sono tutte commedie ma con messaggi importanti precisi, credo che con una risata si possa fare riflettere il pubblico e divertirlo allo stesso tempo». Hai ricevuto diversi riconoscimenti, soprattutto come autore…

«Sì, a livello nazionale nel 2010 al torneo “Applausi” io e Domenico siamo arrivati primi con la commedia “Mia cognata è un star” e nel 2011 al “Premio teatro poesia” primi con la commedia “Intrigo a Villa San Severo”, due premi fra l’altro sponsorizzati dalla Presidenza della Repubblica e ne sono molto orgoglioso».

Grazie Massimo, è stato un grande piacere per me, ti aspettiamo prossimamente con tanti altri progetti tutti da raccontare.

*officina teatrale “Primomito”

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