Masullo: «Tutti i nostri sforzi per combattere il virus»

Una telefonata di pochi minuti, tra un pasto fugace e qualche ora di sonno, ma basta a tracciare il quadro della situazione Covid-19 nel salernitano.

A parlare è il dottor Alfonso Masullo, primario del reparto “Malattie infettive” dell’ospedale San Giovanni di Dio e Ruggi D’Aragona di Salerno.

Dottor Masullo, facciamo un passo in dietro. Cos’è il Coronavirus?

«La malattia provocata dal nuovo Coronavirus ha un nome: “Covid-19” (dove “Co” sta per corona, “Vi” per virus, “D” per “disease” (in inglese, “malattia”) e “19” indica l’anno in cui si è manifestata). Siamo di fronte a un nuovo tipo di virus, geneticamente modificato, appartenetene alla vasta famiglia dei Coronavirus. Tali virus sono noti per causare malattie che vanno dal comune raffreddore a malattie più gravi come la sindrome respiratoria mediorientale (Mers) e la sindrome respiratoria acuta grave (Sars). I Coronavirus sono stati identificati a metà degli anni ’60 e sono noti per infettare l’uomo. Le cellule bersaglio primarie sono quelle epiteliali del tratto respiratorio e gastrointestinale».

Quale tipologia di terapia si sta utilizzando?

«Per il Coronavirus non c’è ancora una cura specifica. Stiamo usando terapie empiriche in modo ragionato, come le antiretrovirali»

Il Ruggi-D’Aragona come sta affrontando la situazione?

«Tutte le energie di medici e infermieri sono impiegate per fronteggiare l’emergenza in atto. Registriamo, infatti, una riduzione delle attività degli altri reparti, seppur gli interventi d’urgenza sono sempre garantiti e, di fatto, eseguiti. Rinnovo, pertanto, l’invito alla cittadinanza a non presentarsi al pronto soccorso se non in casi estremamente urgenti e che necessitino di ricovero».

Un pronostico sulla conclusione dell’emergenza?

«È azzardato. L’impressione è che i contagi possano andare avanti per mesi. Noi continuiamo a lavorare alacremente per la salute e la sicurezza dei cittadini».

Giovanna Naddeo

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