“Matrimoni rinviati, non possiamo fare molto in questa fase”

L’intervista alla titolare de “Il Nuovo Chiostro” Maria Marchese

Una primavera strana, che non riesce proprio a far sbocciare i suoi fiori, nonostante la natura stia facendo il suo corso. Ma oltre al settore della floricoltura a soffrire la crisi ci sono anche e soprattutto i commercianti al dettaglio di fiori, che non solo devono fare i conti con le saracinesche abbassate, ma vedranno anche l’annullamento di cerimonie e feste, dove i fiori – di solito – sono assoluti protagonisti. L’esperienza di Maria Marchese, titolare de “Il Nuovo Chiostro”, è infatti emblematica in tal senso. A peggiorare la situazione poi l’ambiguità delle norme varate, che non consentono però – a dispetto di quanto rimbalzato sul web – l’apertura dei negozi al dettaglio. «Come si fa a pretendere di poter dare un messaggio chiaro alla cittadinanza se poi non si riescono a gestirne le conseguenze?».
Le disposizioni di legge sono state poco chiare: quanto ha inciso sulla sua attività al dettaglio?

«Che il decreto del governo fosse infelice nella sua interpretazione è pacifico: l’autorizzazione all’apertura è stata data solo alle aziende florovivaistiche ed ai vivai. Il codice Ateco dei fiorai non è compatibile con la possibilità di tenere aperti i battenti: il nostro è 47.76.10 mentre quello dei vivai è 01. Noi fioristi siamo considerati come dei commercianti a tutti gli effetti».


Cosa è accaduto quando è stata divulgata la notizia di una possibile riapertura dei fiorai?

«Io e tutti i miei colleghi abbiamo ricevuto telefonate per richieste di consegne. Il fiore è visto infatti in questa fase come una parentesi gioiosa in un mondo in crisi e tristezza. Anche ieri mattina ho ricevuto una richiesta di fiori per un compleanno. Ovviamente tutto ciò non è possibile e si rischiano gravi sanzioni per chi contravviene alla legge.
Si è verificata la stessa ambiguità di interpretazione rispetto alla norma che consentiva l’uscita ai bambini con i propri genitori».


Qual è stato il disagio maggiore che vi siete trovati a sopportare?

«Tutti i matrimoni di aprile, maggio e giugno sono stati spostati. Io, come centinaia di colleghi, non possiamo farci molto».


Potete acquistare fiori all’ingrosso?

«Alcuni ritengono che si possa fare ed altri no. Inoltre dovrei andare presso i mercati di fiori di Castellammare di Stabia ed Ercolano che sono chiusi, essendo peraltro vietati gli spostamenti da comune a comune. Dovrei rivolgermi direttamente ad aziende operanti nel settore della floricoltura, senza nessun riscontro certo. Senza contare poi i controlli che ne seguono. Come si fa a pretendere di poter dare un messaggio chiaro alla cittadinanza se poi non si riesce a gestire il tutto?».

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