“Pensieri mai espressi – Messi in ordine sparso”. Il nuovo libro di Anna Adamo

di Adriano Rescigno

“Pensieri mai espressi messi in ordine sparso”, il nuovo lavoro di Anna Adamo che senza un ordine cronologico ben preciso raccoglie i pensieri dell’autrice, annotati un po’ ovunque annotati giorno dopo giorno ogni qual volta «Mi accadeva qualcosa o semplicemente sentivo il bisogno di scrivere. Un po’ come se avessi avuto un diario». Anna, che convive con la disabilità ma senza reali limiti: «Sono scritti attraverso i quali affronto vari temi: dagli anni dell’università, la laurea in pieno lockdown, l’inizio di un secondo percorso universitario, l’anoressia, l’amore, gli anni in cui ho vissuto in Veneto per seguire un amore poi finito, l’esperienza a Miss Italia e tanto altro ancora».

Dopo il tuo primo libro,”La disabilità non è un limite”, nato dopo una cocente delusione d’amore, in tanti ti hanno chiesto del secondo ma non hai mai voluto rispondere. Perchè?

«Non sapevo cosa dire. Io che neanche avevo intenzione di scrivere il primo,come avrei potuto sapere quando avrei scritto il secondo? Del resto,quando scrivo, non lo faccio con l’intenzione di trasformare il tutto in un libro. Scrivo per passione. Scrivo, perché solo in questo modo riesco a tirar fuori tutto ciò che ho dentro. Scrivo ovunque: sui post it che attacco al frigo, sui quaderni, sulle note del cellulare. Da qualche anno ho preso l’abitudine di scrivere tutto ciò che mi accade. Mi piace l’ idea che ciò che mi accade resti impresso anche da qualche altra parte, oltre che nella testa. Ho iniziato a scrivere due anni e mezzo fa, alla fine della mia storia d’amore. Stavo malissimo, non mangiavo, non parlavo con nessuno. Non riuscivo a rassegnarmi all’ idea che lui mi avesse tradita e poi lasciata con la scusa di avere troppo lavoro da fare e poco tempo da dedicare alla nostra relazione. La mia vita cambiò da un giorno all’altro: dopo aver trascorso un anno e mezzo in Veneto,fui costretta a ritornare a Salerno e ricominciare da zero. Fu un periodo difficile,pensai addirittura di abbandonare gli studi. Fortunatamente non lo feci. Da quel momento,non ho smesso di scrivere neanche un giorno. Ho scritto della mia laurea in Giurisprudenza in pieno lockdown,con in casa solo mio padre e mia madre allettata, della decisione di intraprendere un secondo percorso universitario (facoltà di Infermieristica),senza però lasciare la giurisprudenza (infatti continua la pratica da avvocato). Ho scritto della decisione di presentarmi al Casting di Miss Italia per dimostrare che la bellezza non risiede nella perfezione e per chiedere che al concorso vengano ammesse anche ragazze con qualsiasi tipo di disabilità».

La Anna del secondo libro è una Anna diversa, senza paura di raccontare a tutto tondo le sue paure e le sue fragilità

«Ho scritto del periodo in cui,a quindici anni,smisi completamente di mangiare. Volevo essere come tutte le altre. Volevo essere magra. Credevo che se avessi perso peso,tutti si sarebbero concentrati su questo aspetto e avrebbero distolto l’attenzione dalla mia disabilità. Tutto questo comportò una notevole perdita di peso,ero ai limiti della decenza. Ero quasi anoressica. Riuscii per fortuna a rendermi conto in tempo di quello che mi stava accadendo e grazie all’aiuto della mia famiglia sono riuscita a ricominciare,a salvarmi.Ho scritto di tutti i pro e i contro che la mia battaglia sulla Disabilità comporta. Del fatto che sono ormai stanca di essere definita forte e coraggiosa. Perché, non sono solo questo. Sono anche tanto altro, ed è per questo “tanto altro” che oggi sento il bisogno di essere apprezzata. Ho scritto di amicizia, del mio trasferimento a Roma, di tutte le difficoltà incontrate durante quest’ultimo. Ho scritto delle mie esperienze in tv nelle trasmissioni televisive condotte da Caterina Balivo, Monica Marangoni, Barbara Palombelli, Marco Liorni. Ho scritto delle mie passioni (come quella di ricominciare a studiare pianoforte) e delle mie ambizioni, degli anni in cui ho subito bullismo e di tanto altro ancora. Rileggendo il tutto, mi sono resa conto di aver dato vita a veri e propri pensieri mai espressi, o espressi solo in maniera superficiale. Così, ho deciso di raccoglierli tutti e scrivere un secondo libro il cui titolo è: Pensieri mai espressi- Messi in ordine sparso. Tramite questo libro di far capire che non sono solo la ragazza con disabilità forte e coraggiosa, ma sono una persona con sogni e ambizioni come tutte le altre».

“Anna non si accontenta più degli applausi e delle belle parole, vuole la concretezza”. Concludiamo con questa tua riflessione.

«Voglio essere presa in considerazione e apprezzata. Non mi accontento degli applausi e delle belle parole. Voglio la concretezza. Voglio opportunità. Voglio essere messa alla prova e rispettata per le competenze maturate nel corso degli anni e la professionalità che sto imparando a mettere in campo. Inoltre,spero di lanciare un messaggio positivo ai giovani,di far capire loro che non devono arrendersi e non devono smettere di credere nei propri sogni. Ma, soprattutto, che qualsiasi cosa accada loro, non devono tenere tutto dentro, ma devono parlarne, perché non sono i soli ad attraversare quel periodo o provare quelle sensazioni,in quanto non esiste alcun ostacolo che non possa essere superato.

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