“People help the people”: da Salerno la spesa sospesa

L’idea nasce per dare un aiuto alle famiglie in difficoltà a causa del Covid

E’ boom della “spesa sospesa” anche a Salerno e
provincia. La buona pratica di destinare beni di
prima necessità ai bisognosi in aggiunta alla propria spesa si sta rivelando uno degli antidoti all’emergenza
economica da coronavirus, venendo praticata in numerosi
centri del nostro territorio. Un’utile goccia di solidarietà
nell’oceano di una crisi che renderà impossibile a molte
famiglie in Italia – la Coldiretti stima mezzo milione in più di potersi nutrire adeguatamente. La rapidissima mobilitazione ha fatto subito sì che fosse presentata la lista dei supermercati e dei negozi alimentari salernitani che hanno aderito a “La spesa sospesa”, iniziativa lanciata dal centro
per la Legalità di Galahad (l’associazione di cooperative
presieduta da Marilia Parente), con il patrocinio del settore Politiche Sociali del Comune di Salerno guidato dall’assessore Nino Savastano, per aiutare tutti coloro che stanno attraversando un periodo di difficoltà economiche,
a causa della chiusura e della sospensione di quasi tutte
le attività produttive e commerciali previste per contenere
il contagio del Covid-19. Innumerevoli, in pochi giorni, le
richieste di aiuto giunte da parte di famiglie che stanno
avendo difficoltà anche a provvedere alla spesa quotidiana. Per rispondere a tale esigenza, grazie a “La Spesa Sospesa”, i cittadini generosi, quotidianamente, potranno acquistare uno o più prodotti in più rispetto a quelli che occorrono loro, e riporli, dopo aver effettuato i pagamenti,
in un carrello o in un’area dedicati alla raccolta alimentare, siti non distante dalle casse. Le persone in difficoltà,
dal canto loro, dopo aver effettuato le loro compere,
avranno la possibilità di prelevare da uno a tre dei prodotti donati, gratuitamente. La modalità di ricezione dell’aiuto pensata risulta basata
esclusivamente sulla buona fede dei beneficiari. I cittadini non dovranno esibire alcuna documentazione attestante il loro reddito (utile
per accertarne il bisogno), né tantomeno recarsi al market in orari e
giorni stabiliti per la distribuzione, in quanto, nel rispetto della normativa vigente, queste ultime disposizioni potrebbero causare assembramenti di persone o contatti ravvicinati tra fruitori del servizio e
personale del market. Preferibile, quindi, regalare un pacco di pasta,
dei pelati o altri prodotti alle persone in difficoltà in modalità “fiduciaria”, così da consentire a chi sta attraversando un periodo economico
non semplice, di poter portare a casa qualche alimento in più rispetto
ai suoi acquisti, evitando intermediari e processi che favoriscano contatti diretti tra le persone. Ma il motto: “Chi può metta, chi non può
prenda” campeggia anche in provincia, segno che la solidarietà non ha
confini geografici. A Nocera Superiore, ad esempio, l’iniziativa lanciata
prevede una stretta collaborazione tra Confcommercio ed il comune,
guidato da Giovanni Maria Cuofano. Coloro che vorranno donare,
dopo aver fatto i propri acquisti in negozi di generi di prima necessità
e lasciato la loro donazione, dovranno segnalarlo all’esercente dell’attività commerciale, che avrà il compito di comporre il numero
0815169500 per poter indicare il luogo della donazione. Sarà poi compito dei volontari della Croce Rossa distribuire i beni alimentari alle famiglie indicate dal dipartimento comunale delle politiche sociali.
Scendendo invece a Sud della provincia, anche il comune di Palomonte guidato dal primo cittadino Massimo Casciano, ha avviato il
progetto di spesa a domicilio, in collaborazione con le associazioni
Gopi Protezione Civile e Vita, oltre che con la collaborazione della locale sezione della Croce Rossa Italiana. Beneficiari delle consegne saranno principalmente anziani e persone in difficoltà che per vari motivi
non possono recarsi materialmente presso i punti vendita del comune.
Allo stesso modo anche la comunità parrocchiale di Palomonte ha lanciato, per sabato 4 aprile, la raccolta alimentare per le famiglie indigenti,
in collaborazione con alcuni punti vendita del luogo.

Andrea Bignardi

Rispondi