Pfizer-BioNtech, Moderna ed Astrazeneca. Le differenze dei tre vaccini anti-Covid spiegate dalla virologa Anna Longanella

di Adriano Rescigno

Quali sono le differenze fra i vaccini Pfizer-BioNTech, Moderna ed Astrazeneca. Ce lo spiega la dottoressa Anna Longanella , specialista in Microbiologia e Virologa.

Il vaccino metterà fine alla pandemia? Molto probabile. Per questo bisogna avere fiducia. Prima dei risultati preliminari la speranza, e la previsione, della comunità scientifica internazionale era di un vaccino anti-Covid che offrisse almeno il 50% di protezione. Queste aspettative sono state, fortunatamente e inaspettatamente, disattese: i vaccini non solo ci sono, ma sono più di uno e sembrano molto potenti, in grado di garantire una copertura ben superiore al 50%, spiega la Longanella

Sviluppo dei vaccini

«Ad oggi i vaccini più promettenti, quelli che stanno per arrivare sul mercato e quelli già in utilizzo e per cui i Paesi hanno già firmato accordi, sono tre: quello di Pfizer-BioNTech, quello di Moderna e quello di AstraZeneca-Oxford-Pomezia »

Tipologia e conservazione

«Sia il vaccino di Moderna – spiega Anna Longanella – che quello di Pfizer sono vaccini ad mRNA, cioè utilizzano lo stesso approccio di iniezione di parte del codice genetico del virus nel corpo dei pazienti per provocare una risposta immunitaria efficace. Nel dettaglio l’mRNA iniettato con il vaccino, codifica per la proteina spike del virus, contro cui l’organismo sviluppa la risposta immunitaria. Il vaccino AstraZeneca invece non è un vaccino ad mRNA, ma un vaccino a vettore virale. Nel dettaglio, si tratta di un vaccino a vettore virale che utilizza una versione modificata dell’adenovirus dello scimpanzé, attenuato e non più in grado di replicarsi. L’adenovirus è utilizzato come vettore per fornire le istruzioni per sintetizzare la proteina spike di SARS-CoV-2»

Modalità di conservazione

«Questo dato potrebbe cambiare tutto, perché mentre i vaccini ad mRNA richiedono accortezze particolari per il trasporto e la conservazione, il vaccino di AstraZeneca potrebbe essere distribuito e conservato come un qualsiasi altro vaccino oggi in commercio. Sarebbe dunque il vaccino più semplice da conservare. Moderna invece si conserva stabile ad una temperatura di -20°C per un massimo di 6 mesi e può essere conservato in un frigorifero standard fino a 1 mese. Pfizer necessita invece di una conservazione glaciale, tra i -80 e i -70 °C, anche se può essere conservato in frigorifero per 5 giorni».

Dati ed efficacia

«I dati preliminari riguardo all’efficacia che abbiamo visto finora sono molto simili: 95% di protezione per il vaccino Pfizer-BioNTech e 94,5% per quello di Moderna. Il vaccino AstraZeneca invece è efficace in media al 70%, ma raggiunge il 90% quando somministrato con una mezza dose in prima battuta e con un richiamo a dose completa».

Produzione

«Per quanto riguarda la produzione, AstraZenaca punta alla produzione di circa 500 milioni di dosi da destinare alla commercializzazione in Europa e nel Regno Unito. Moderna intende addirittura rendere disponibili 3 miliardi di dosi entro l’estate del 2021. Pfizer – continua la dottoressa – invece stima una produzione iniziale di 200 milioni di dosi, destinate all’Unione europea. Parte di queste dosi sono già disponibili ormai da giorni anche in Italia che ha iniziato in ogni Regione la somministrazione dei vaccini Pfizer-BioNTech».

In Italia ad oggi sono state superate le 70mila somministrazioni: Italia prima in Ue.

«Nel dettaglio dalla metà del mese di Gennaio 2021 arriveranno in Italia, anche le prime dosi di Moderna ed il governo sta valutando di iniziare la vaccinazione delle persone over 80. Il Piano Vaccinale infatti prevede prima la vaccinazione del personale sanitario e militare e successivamente nella seconda fase quello della popolazione generale. Tenendo conto degli accordi stretti con le diverse aziende, all’Italia dovrebbe arrivare il 13,6% di tutti i vaccini acquistati dall‘ Unione Europea», conclude.

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