Più consensi per ‘lezioni in strada’ in Piazza S. Francesco: “Non è una finzione, viviamo la scuola in strada”

Mentre nelle altre regioni d’Italia sono solo i liceali a scendere in piazza per tornare nelle loro aule, a Salerno si protesta per conquistare questo diritto ancora per le classi dalla terza elementare in su!

Continua la settimana di ‘lezioni in strada’ in piazza S. Francesco che giornalmente richiama sempre più consensi e supporti da ogni parte della provincia e non, anche solo offrendo un caffè a chi protesta. Una manifestazione pacifica organizzata dal “Coordinamento Scuole Aperte Salerno” rispettando le norme di sicurezza e il valore del diritto allo studio per cui chiedono ascolto.

Al suono della campanella, docenti e ragazzi (alcuni provenienti perfino da Cava dei Tirreni) si connettono coi loro cellulari per svolgere normalmente lezioni e interrogazioni, dimostrando che non è la polemica quello che cercano, ma soluzioni che, manifestanti e passanti per la piazza, intendono valutare insieme con i comitati tecnici.

Tante sono le proposte per scuole di ogni ordine e grado e disponibili ad essere vagliate.

Indirizzata alla Scuola della Primaria e della Secondaria I, ad esempio, interessante è l’idea di un ex medico ed ex dirigente scolastico di “rendere colorati i pulmini gialli fermi da mesi”, se le famiglie necessitano del servizio di trasporto (non sempre indispensabile in queste fasce di età). Ciò gioverebbe psicologicamente ai ragazzi come una sorta di ‘terapia dei colori’ e tornerebbe utile al tracciamento di contatti con eventuali positivi. Anche appoggiarsi a strutture esterne quali teatri e cinema è tra quelle iniziative, già attuate in parte a settembre, da riconsiderare.

Così come quelle sopracitate, si potrebbero trovare altre soluzioni semplicemente ascoltando le decine di testimonianze che mettono in luce problemi di realtà spesso ignorate, come quella di una mamma di Campagna, sprovvista di connessione internet e telefono, il cui figlio “può connettersi solo 2 volte a settimana con i pochi giga che ha”.

“La Campania è la diversità nella diversità” – mette in luce una dei portavoce del Coordinamento Ruggiero Annarita – “La didattica in presenza nella nostra regione è un encefalogramma piatto, morto, rispetto alle altre che hanno mantenuto le scuole aperte mentre noi eravamo in DAD. Ci fa male sentirci diversi, non cittadini italiani, soggetti ad una politica che quando sceglie di chiudere la scuola diventa malata”.

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