Quando la passione diventa professione: a Unisa al via (da remoto) “Open Class”

Dalla letteratura alla musica, dal teatro alla produzione audiovisiva, fino ai nuovi media. Cinque itinerari che si intrecciano e si fondono in un’unica riflessione collettiva e condivisa sulla contemporaneità.

E’ creatività la parola d’ordine dell’ottava edizione di “Open Class”, l’iniziativa ideata da Alfonso Amendola, professore associato di sociologia degli audiovisivi sperimentali, da quest’anno nel novero delle iniziative di Ateneo sotto la direzione scientifica dello stesso Amendola e di Alessandra Petrone, rispettivamente delegati del rettore alla radio di Ateneo e alla comunicazione.

Cinque incontri sul tema della creatività e della sperimentazione espressiva, in programma ogni giovedì alle ore 18 (in modalità rigorosamente da remoto) sulla piattaforma digitale Microsoft Teams.

«E’ proprio il caso di dirlo, dal live all’online, ma la rassegna continuerà a proiettarsi sul territorio, al di fuori dello stretto perimetro dei campus universitari – afferma il professor Amendola – La partecipazione è aperta a tutti indistintamente. Basta scaricare l’hub sul proprio pc o smartphone, e poi digitare sul canale di ricerca “Open Class”. Ci troverete lì ad ascoltare e dialogare con chi è riuscito a fare della creatività la propria professione».

Si comincia domani con il talk “La letteratura. Hardboiled. Abuso di Andrew Vachss e vittime sacrificali di Alice Vachss” insieme allo scrittore Amleto De Silva, per poi proseguire la prossima settimana, con Simone Morabito, in una riflessione dedicata al cantautorato nell’era digitale.

Spazio poi all’informazione, eccezionalmente lunedì 4 maggio, con la giornalista Simona Vanni per l’incontro dal titolo “I media. Televisione e giornalismo”. A seguire, giovedì 7 maggio, Mario Mele e Luca Lanzetta esploreranno la dimensione degli audiovisivi, “video come indagine sul futuro”.

Concluderanno la rassegna Antonella Capriglione e Domenico Ingenito con “Il teatro. Laboratorio cocteau. Dal teatro ai social media”.

L’iniziativa si propone quale occasione per un iniziale momento di lancio della community della Web Radio d’Ateneo “Unis@und”, diretta da Alessandro Livrieri.

Nel frattempo, prosegue sulle pagine social dell’Ateneo il racconto collettivo di queste settimane di quarantena dalla viva voce di studenti, docenti e personale tecnico amministrativo, arricchito da ospiti d’eccezione come il direttore del Parco Archeologico di Paestum, Gabriel Zuchtriegel.

Unisa non si ferma, guarda già alla riapertura. Cosa rimarrà post coronavirus di questa trasmigrazione “forzata” all’online?

«Non è da escludere – continua Amendola – che la didattica a distanza possa permanere, ma occorre studiarne tempi e modalità. Noi docenti sentiamo l’esigenza di tornare in aula a contatto con gli studenti, guardarli negli occhi. La teledidattica non è l’obiettivo dell’università pubblica».

Giovanna Naddeo

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